Lezione 1

Paolo Volponi, figura di politico, di dirigente e letterato, poeta e prosatore.

'66 Direttore del personale Olivetti '71 avrebbe potuto diventare amministratore delegato

Nasce nel 1924, quindi generazione di Pasolini, Edoardo Sanguineti, Avanguardia.

Ha in comune con Pasolini l'importanza delle origini (nel 44 Volponi scrive poesie, al 43 risalgono le poesie a Casarza di Pasolini).

Figura importante di Bruno Visentini, suo professore, mediobanca, poi ad Olivetti e ministro.

Nel 47 presenta le sue prime poesie a Carlo Bo che insegnava ad Urbino. Nel 48 Vengono pubblicate sotto il titolo “Il ramarro”.

Trasferitosi a Milano incontra Franco Fortini e Eugenio Montale.

Nel 1949 Bo e Fortini lo presentano ad Olivetti, che lo impiega come presidente nel contesto dell'UNRRA-CASAS iniziativa di supporto e sviluppo per le campagne in senso comunitario nel contesto del Piano Marshall.

Volponi mandato nel Sud a studiare la Ricostruzione delle campagne secondo un progetto di società organiche e comunitarie. Questo lo impegna per 6 anni.

Olivetti è industria e cultura. La cultura è intesa come uno dei mezzi di redistribuzione del profitto dell'industria. Olivetti si circonda dei migliori intellettuali del tempo e crea una serie di servizi all'avanguardia.

Olivetti figura eccentrica e democratica, aiuta insieme a Carlo Rosselli Filippo Turati a scappare dall'italia. Funzione dell'industriale civile, che pone freno all'alienazione attraverso la dimensione della comunità.

All'Olivetti Volponi conosce Rocco Scotellaro e Carlo Levi.

Dal 54 è a Roma, al CEPAS (Servizi sociali) sempre alle dipendenze di Olivetti. Qui incontra Pasolini, in occasione della vincita a pari merito con “la meglio gioventu” del premio Carducci.

Volponi partecipa quindi in modo marginale ai lavori di Officina, la rivista che Pasolini fonda con Leonetti e Roversi e che dura dal 54 al 59, a cavallo fra Roma e Bologna.

Si caratterizza per l'idea di Letteratura civile: la poesia esce dal mondo lirico e va verso la narrazione. Il poemetto è visto come via d'uscita appunto verso la narrazione.

Il legame con Pasolini (nel 62 volponi reciterà anche per lui) si incrina con Corporale, ritenuto troppo vicino alle avanguardie con cui Pasolini era in polemica.

Dal 56 in poi è ad Ivrea, dove si occupa dei servizi sociali. E' parte integrante del progetto industriale di Olivetti. Progetto che dopo il 1960 con la morte di Olivetti cambierà radicalmente.

Con il 1960 primo momento di crisi: Olivetti molto indebitata. Fiat e Mediobanca mettono fine al progetto Olivetti di ricerca sui microprocessori. Nel 1959 era stato costruito il primo calcolatore a transistor, l' Elea 9003. La ricerca su microprocessori e intelligenza artificiale viene svenduta alla General Electric.

Dopo il 1960 Volponi dichiarerà “ho vissuto con l'illusione dell'onnipotenza dell'industria”. A questo periodo risale Memoriale (1962) e la raccolta poetica “Le porte dell'appennino”, che esprime la stessa profonda crisi.

Nel 1962 inoltre inizia “Repubblica Borghese”, che sarà pubblicato come ultimo romanzo sotto il titolo “La strada per Roma”.

Nel 1964 Scrive “La macchina mondiale”

Nel 1966 Bruno Visentini, divenuto presidente Olivetti lo nomina direttore delle Risorse Umane, carica che terrà fino al 1971.

In questa veste, Volponi è stato il più assiduo continuatore dell'opera di Adriano Olivetti.

Nel 1971 Visentini lo vuole proporre come amministratore delegato, ma gli viene affiancato un autoritario. Si dimetterà e inizierà rapporto con fiat e fondazione agnelli, che dovrà lasciare dopo aver dichiarato di votare PCI.

dal 1966 al 1974 Lavora a Corporale, con Pasolini come consulente, in cui si assiste allo sgretolarsi della scrittura.

Si occuperà di Arte, sarà eletto nelle liste del PCI. Morirà nel 1994.

Il ramarro

Esperienza di tipo ermetizzante, dimensione ancora lirica. Il libro del 48, il ramarro, rimane come qualcosa con cui bisogna fare i conti.

Urbino e la campagna marchigiana sono il teatro dell'identificazione fra io e luogo, paesaggio, natura. Nel Ramarro forte contatto con i sensi, con la terra, la sensualità, la fisicità.

p.24 Le belle anche aperte. Palpebre svolazzanti, rondini sul ventre, respiro ossuto.

La donna si identifica con la terra.

p. 27 Sei più tubercolosa d'un topo d'India. Fiato unto

Gusto per parola violenta. Bello e brutto fusi insieme con la natura.

Idea dell'universo visto come una macchina (tornerà nei romanzi). “Sento il rumore dell'ossatura delle cose” “io debbo reagire”: io è parte del meccanismo ma deve ribellarsi.

La dimensione descritta è al di fuori della storia, è adolescenziale: è una dimensione ideale ed immaginaria da cui Volponi fugge andando a Milano. Vi è già nel ramarro compresenza di ordine e disordine, come sarà in Corporale.

In corporale rifiuto della poesia sotto le spoglie del taglio del Sorbo, visto con toni ironici.

L'esperienza di Volponi è sempre territoriale, fusione con il mondo, esperienza ambigua: la fusione con la natura è in parte rifiutata in parte conservata. Gerolamo aspri taglia il sorbo, poi misura la natura.In corporale dopo il taglio del sorbo si trova elenco di materiali necessari a costruire il rifugio antiatomico.

Passaggio da linguaggio della poesia a linguaggio di chi misura, a linguaggio della scienza.

Ne “il Ramarro” la critica vede come modello l'ermetismo di Ungaretti, nonostante la guerra e la resistenza. Si tratta di posizioni critiche che vedono la crisi della poesia degli anni 50, che per produrre deve guardare indietro a quella degli anni 30. Si tratterebbe di una forma di difesa dal trauma della guerra, e di un recupero della tradizione lirica. Elio Vittorini su il Menabò solleva la questione industriale (numero quarto della rivista).

Questa dimensione lirica rimarrà con Volponi fino agli anni 60. La poesia è ciò che rimane come radice profonda che viene metabolizzata e riutilizzata nell'opera narrativa. Ricompare, come nel caso di Albino Saluggia, anche sotto forma di psicosi.

L'antica moneta

Antica moneta=luna, 1953

  • p.49, “A quest'ora” Fuga verso l'assoluto, luoghi non nominati, assenza di dimensione storica e temporale. Realtà vista prima nei suoi singoli elementi, poi nella sua totalità.
  • p. 65 “La vergine” Fusione fra il corpo della donna e la natura.
  • p. 73 “La fine dell'estate” Sul mio sguardo come su uno scoglio si infrange la corrente…

Le porte dell'appennino

1955-59.

Sono gli anni di Officina

Si passa da frammentazione al poemetto che può essere più ampio e anche qualche volta narrativo. Il passaggio al poemetto è prodotto dall'incontro con l'ambiente di officina.

Attilio Bertolucci con la capanna indiana effettua il tentativo di uscire dalla nostalgica e paralizzante ricerca di assoluto.

Pasolini esprime lo stesso concetto con racconto il mondo, non più parlo della mia vertigine.

Vicinanza con ”Le ceneri di Gramsci”, seconda raccolta di Pasolini, che contiene un poemetto intitolato “Appennino”.

In particolare, vicino ad Officina il poemetto La paura. Ha una cornice di racconto, il viaggio in funicolare a bologna (Città di Officina).

Il poemetto si lega a “Le ceneri di Gramsci”, seconda raccolta di Pasolini, racconto di traversata di Roma fino al cimitero in cui è sepolto Gramsci. “Con te nella mente, contro di te nelle viscere”.

Per Pasolini si ha una polarità tra Rivoluzione, Coscienza di classe ← → Origine contadina, origine del mondo

mentre per Volponi c'è un complesso discorso fra le origini e l'industria.

La scansione di “La paura”:

  1. La cornice
  2. Paura del bambino appena nato
  3. Adolescenza, paura verso fiumi (??)
  4. Donna (esperienza della società cattolica, storicità delle Marche
  5. Guerra

Come si vede, il passaggio ai poemetti segna l'avvicinarsi alla storia, è premessa della narrativa, propedeutica alla narrativa.

L'appennino contadino

Punto di vista di tipo Verista (riflessione sul verismo da parte di officina in questi anni).

Una specie di opere e i giorni: Viene presentato il ciclo dell'anno contadino, come un “Le opere e i giorni”. Nostalgia ed adesione al modello contadino.

p126 “Stagione Divina” (eterna e circolare)

Anche la storia si è fissata nella natura, è parte della macchina della realtà. E' diventata essa stessa natura. Non c'è il tempo. La città assume valenza di salvezza. Città opposta alla campagna. E' sottratta alla fissità del mondo agricolo.

p.138 “come ladro fugge..”

Ribellione dalla campagna, la strada per Roma. Opposizione Marche-Roma.

Volponi con l'unrra casas si era occupato di abbandono delle terre.

Ne viene fuori un atteggiamento contraddittorio:

  1. sfuggire da un mondo contadino
  2. Epopea del mondo contadino che va scomparendo

Il passaggio da campagna a città è parallelo al passaggio da poesia a romanzi.

Ma la poesia resta anche come nodo irrisolto nei romanzi.

p. 91 “Catene d'oro” in Porte dell'appennino

Ritorno a casa, trovare tutto al suo posto ma sono anche catene d'oro dalle quali fuggire.

p. 105 “Le mura di urbino”

Lasciare, rompere ogni legame con le radici.

p.87 “Il nove di febbraio”

Allusione all'aborto come nel romanzo (aahh non mi ricordo! corporale?)

MEMORIALE

Il protagonista è uno psicotico che scrive il suo memoriale e poesie insulse. Si tratta di un giudizio sulla propria poesia, la direzione presa è un'altra.

lezione 3

La poesia non viene abbandonata, ma torna nei romanzi come esperienza.

Esempio di legame fra poesia e romanzo, “Il nove di febbraio”, p 87:

Diviso in due parti, la prima sulla nascita dell'autore, la seconda racconta di aborto:

  • memoria della propria infanzia
  • roma brutale, aborto

Ne “La macchina mondiale” tornano questi elementi (Roma, Aborto).

“Le porte dell'appennino” sono un serbatoio di episodi e situazioni che tornano nei romanzi.

Volponi, in pieno spirito '50 '60 ripensa i propri mezzi espressivi (ad esempio Pasolini si da al cinema, preferito ad una letteratura che non è più sufficiente per esprimere la realtà.

E' questo il momento del passaggio all'italia industriale, in cui Volponi scrive Memoriale, Macchina mondiale e Repubblica borghese (poi pubblicato nel 1991 come “La strada per Roma”.

Tema dell'opposizione Città ← → Campagna

1953 Situazione di maggioranza dei partiti di centrodestra, Legge truffa (sistema maggioritario con premio di maggioranza).

Periodo di forte speculazione edilizia.

1960 Menabò di Vittorini e Calvino, avviano una riflessione sul nuovo linguaggio della tecnica e della finanza.

Memoriale

Forma del memoriale: ricostruzione di una vicenda anche in termini di giustificazione personale (Termine giuridico).

Pretesa di oggettività, anche se la lingua utilizzata è quella di Albino, ripresa da quella di Volponi poeta.

Saluggia è figlio dell'emigrazione (Nasce ad Avignone, i genitori tornano in italia con il fascismo). E' sdopppiato, sta a Candia ma lavora nella città industriale.

Il memoriale per Albino è testimonianza della Verità della fabbrica. p.19, Tema della Verità

Per testimoniare quale sistema di sopraffazione sia la fabbrica.

La scelta di un deviante, di un contadino con un linguaggio inadatto. Il suo linguaggio contiene già il rifiuto per la fabbrica, descritta usando la voce di un pazzo!

Si tratta di un Narratore inattendibile

In questa fase però, nonostante le forme distorte, il romanzo è un ritratto buono del mondo Olivetti di Ivrea, che cerca di conciliare città e campagna, rurale ed industria.

Fabbrica come uomo nuovo.

Si tratta di una forma distorta di personaggio di puro, santo. C'è una forte componente religiosa (vota DC, si fa curare dal siero di Cristo).

Subisce isolamento, atomizzazione.

Lezione 4

Il romanzo è una rappresentazione chiara della fabbrica olivettiana: la fabbrica è razionalità che trasforma il mondo contadino anche senza arrivare a violentarlo del tutto.

Per Albino Saluggia la fabbrica è solo l'ultima di molte fratture.

Albino tende a cercare nella fabbrica una soluzione totalizzante, la risposta a tutti i mali. Con questa concezione contrasta il pensiero di Grosset, il suo caporeparto-padre:

p.185 “Nella fabbrica non devi cercare tutto, solo salario e lavoro”.

Grosset non condivide il mito olivettiano, solo emancipazione dall'agricoltura.

Saluggia invece cerca la soluzione, la fabbrica è “Vita Nuova” che possa salvarlo dai suoi mali.

Saluggia è emarginato ovunque, in fabbrica, in guerra a casa.

Si tratta di un romanzo di formazione al rovescio: il protagonista non trova integrazione e crescita.

Il romanzo è in bilico sulla dialettica fra la schizofrenia della “Vita Nuova” industriale, ed il contesto familiare consolante.

A casa i muri gli parlano (tramite l'indiano e lo scarpone), il lago comunica con lui. In sanatorio il muro è bianco, asettico, ed il lago non si vede.

Il suo delirio adolescenziale entra in crisi.

C'è un percorso di presa di coscienza della realtà, ma in negativo. Albino è isolato dal e nel mondo contadino che sta scomparendo.

Quello di Albino non è il punto di vista di Volponi

Albino tenta di familiarizzare la fabbrica “la fabbrica è bella”.

Lezione 5

Albino ha forte ripulsa verso i corpi, forte ansia di purezza (nome Albino)

Albino tenta di ricondurre la fabbrica ad una bellezza di tipo paesaggistico: tentativo che fallisce e che rende evidente la mancanza di senso.

(NON SONO SICURO) Adesione alla DC Negazione di stampo cattolico + esigenza di limitare l'industrialismo spietato.

In Albino vive una prospettiva mitica e storica contemporaneamente. C'è una tensione fra l'istanza di ordine e di disordine.

La scelta politica di Albino (DC), è vista come fedeltà mitica.

In sanatorio nel 48 c'è lotta elettorale per le elezioni del 48. Albino oscilla continuamente fra rapporto con la storia DC e cattolicesimo mitico.

Istanza di ordine e istanza assolutizzante che non gli fa avere rapporto positivo con la storia.

L'istanza di ordine (superiore) va progressivamente in crisi (cerca la protezione di Carabinieri e Polizia). Il parroco cerca di calmarlo, ma lui vede l'attivarsi di una persecuzione a suo danno.

p. 196 “Tutti gli altri giorni”: Per giudicare il mondo usa le sue categorie “mitiche”, non considerazioni storiche.

E' in cerca di nuove certezze, qualcosa in cui credere, viene raggirato da Fioravanti usando il “Siero di Cristo”.

Albino: forte rifiuto di crescere, si ritrae dall'incontro con l'altro, e l'altro sesso. “Perchè non ti fai una ragazza?”.

Legame forte con la figura materna (anche se segnato dal degrado finale e intorbidito dal probabile adulterio materno); rapporto conflittuale con quella paterna, che risulta tuttavia praticamente rimossa dal romanzo.

Ritorna in alcune citazioni “Tortora aveva la testa grossa come mio padre, le persone con la testa grossa mi hanno sempre fatto del male”.

Grosset viene caricato di valenze paterne positive.

Figura materna nell'orto, echi di Pascoli e D'Annunzio.

Albino spesso si appella alla madre, fissazione adolescenziale. Richiamo all'infanzia, rapporto non risolto, di tipo adolescenziale. Sono presenti echi edipici (Vedi saggio di Papini) , la madre gli dà la fede nuziale, ed è vista come giovane, idealizzata.

Esperienza del sanatorio → legame con la montagna incantata di Mann, rivista in piccolo. Si tratta di un luogo separato, che da il tempo per ripensare a politica ed affettività.

In sanatorio, emerge la sessualità repressa di Albino e la sua incapacità di relazionarsi all'altro sesso. Accetta di vedere la madre come protezione.

E' anche una questione di linguaggio: albino ha un linguaggio non in grado di afferrare le cose, contro il linguaggio delle donne, che lo obbliga a non vedere, non capire, restare prigioniero.

Nella parte finale anche il rapporto con la madre si deteriora: viene rappresentata in modo insistito come ubriaca, albino le procura il vino come ad avvelenarla.

Quindi albino si rivela anche in grado di fare del male, non è un vero e proprio inetto, è capace di spinte distruttive.

Nelle altre donne lui cerca il momento in cui mostrano il loro volto doppio, ingannatore (è il caso di Giuliana, che lui vede come traditrice e come minaccia alla sua stessa vita e di Eufemia che lo inganna effettivamente…).

Il mondo diventa progressivamente sempre più morboso, come il linguaggio.

Lezione 6

Albino è schizofrenico, vede due realtà ed è afflitto da manie di persecuzione.

Viene ingannato da Fioravanti ed Eufemia, curato con il siero di Cristo.

Nell'ultimo capitolo, dopo la lunga esperienza in sanatorio, viene nuovamente assunto ed adibito a piantone. Albino diventa l'occhio della fabbrica.

Aumenta la dimensione di Violenza: scena in cui si immagina di abbattere con una mitraglia gli operai che entrano ed escono dalla fabbrica. Questa scena ha anche in se una componente di rigenerazione, in quanto immagina anche che la luce solare faccia resuscitare i caduti.

Albino aderisce allo sciopero e istiga gli addetti alle cucine a scioperare. Aderisce senza alcuna coscienza di classe, non ha fatto un percorso di crescita ed autocoscienza, è invece sempre piu slegato dal reale.

Memoriale è un testo ambiguo. Nonostante Volponi abbia delegato la voce del narratore ad un personaggio per di più folle, ci sono critiche al sistema industriale, anche nella versione illuminata olivettiana. Si tratta inoltre di un ragionamento sul rapporto prosa-poesia: la lingua di Albino è parodia della prima produzione poetica dell'autore.

La razionalità industriale è in crisi oppure non è la soluzione.

Il libro è scritto nel periodo in cui A. Olivetti muore…

In Pasolini ed in Officina c'è la volontà di fuga verso un mondo contadino idealizzato e “buono”. Invece Volponi lascia aperto questo problema. La civiltà contadina non è un valore in sè, va sbloccata

La strada per Roma rimane incompiuto in questi anni (64), la contrapposizione città - campagna in termini pasoliniani è insoddisfacente.

La macchina mondiale

1964 Crisi Olivetti. Viene venduta a General Electic la ricerca sui microprocessori.

Nello stesso anno, rapidamente, Volponi scrive “La macchina mondiale”.

Analizzando il romanzo, Pasolini parla di una “parabola”, in senso letterale ed allegorico: due realtà, quella Fattuale e quella a cui si allude.

Macchina come emancipazione. Questione dei nomi: Anteo (qui mettere link), gigante legato alla terra, sconfitto solo quando achille riesce ad alzarlo e quindi a separarlo dal suo elemento).

Idea barocca della macchina mondiale (controllare).

Lucrezio in “de Rerum Naturae” parla di Machina Mundi. Come lucrezio, volponi tende al poema filosofico.

Si possono individuare delle analogie con Memoriale:

  • si tratta di un memoriale
  • è in attesa di giudizio, scrive il memoriale
  • personaggio ai margini (ma con caratteristiche molto diverse).

Come memoriale, anche la macchina mondiale è un romanzo di formazione all'inverso: il protagonista non riesce ad integrarsi, a crescere. In questo caso sfocerà nell'autodistruzione.

Ma è anche un saggio filosofico.

Si ispira a personaggio esistito “Pietro Mario Vallasciani”, contadino marchigiano che era andato ad Ivrea attirato dalla ricerca sull'intelligenza artificiale. Cercare “incontro con la pantera” che non so cosa sia. pagina 1111

Tecnica del Montaggio: concetto importante per il cinema e per le avanguardie che lo vedono come mezzo per mettere in crisi il romanzo tradizionale.

nel periodo, 1965 Calvino pubblica le Cosmicomiche, nel 67 Ti con zero, il Visconte dimezzato che si può descrivere come racconto filosofico.

Si passa ad un momento in cui il realismo viene abbandonanto e si tenta la via della sperimentazione.

Il romanzo è articolato in tre blocchi: 1 e 3 ad Urbino, 2 a Roma.

E' superata la contrapposizione Città - Campagna, anche se rimane nella struttura. Ha la precedenza il bisogno di definire la macchina.

Anteo è convinto di essere una macchina, che tutti gli uomini e le cose lo siano. Concezione lontana da mistica cristiana di Albino Saluggia.

Per Anteo la realtà agreste in cui vive si integra con la concezione della macchina. Usare il linguaggio della macchina offre la faccia vera del mondo naturale. La natura è fatta anche di tubature.

Questo orizzonte costituisce l'elemento allegorico della vicenda, ed era completamente assente da Memoriale.

In memoriale il rapporto con la natura era nostalgico, con l'idea di ricomporre un'unità arcaica: qui invece è una dimensione di riforma, lanciata verso il futuro.

Concetto di Automa-Autore: uomo che, egli stesso un automa, ha la possibilità di crearne altri di cui essere autore.

p. 238 Anteo abbandonato da parte del padre, poi dalla moglie

Lezione 7

La macchina mondiale ha come retroterra allegorico l'olivetti e la ricerca sull'intelligenza artificiale.

Anteo è personaggio eccentrico ma non folle, non è sconnesso dalla realtà ed incapace di agire. La teoria è strumento ed occasione per criticare la realtà.

Massimina è figura su cui Anteo investe molto come inizio della catena di amicizia mondiale. Anche l'amore con massimina è letto come inganno alla fine, come meccanismo di analisi della realtà.

Per intervenire e cambiare la realtà contadina di cui Anteo è conoscitore, (suggerimento al padrone Mordi su come fare per aumentare la produttività) acquista delle macchine agricole (macchine).

Quello che non va nella realtà (contadina soprattutto) è la fissità. Fissità anche del linguaggio.

Albino è vittima, Anteo no. Non è bloccato da totale incapacità di crescere. La crescita di Anteo è identificata come progressiva comprensione del meccanismo di funzionamento della macchina.

Anteo non è isolato: tenta di fare proseliti e di convincere gli altri delle sue idee. (anche se non ci riesce, ed è visto come strano).

La sua è un'utopia stile '600, Anteo pur somigliando alla figura di Vallasciani, ha un forte contenuto culturale.

p. 304 Amore e fratellanza, ritorno a San Savino per per rimettere in moto la macchina del cambiamento. Linguaggio da utopia.

Anteo non è un mistico o un profeta, la sua non è una verità rivelata, ma scientifica.

Anche qui ritorna la concezione dolorosa verso la figura paterna: per Anteo quello che è bloccato va spezzato.

Non si tratta di una concezione meccanicistica: la macchina è macchina che libera dalla schiavitù, richiede cambiamento profondo. Sostituire il lavoro dell'uomo con la macchina è sempre comunque stare fermi all'idea utilitaristica della macchina. Si creano nuovi servi e contadini che lavorano per esseri autoritari. La macchina utensile non cambia la società, anzi l'uomo si ferma, progetta macchine per stare fermo.

La fissità è l'ossessione di tutti gli altri personaggi. Anche l'emigrazione verso roma è solo movimento illusorio, non cambia la società.

La fissità è la morte. Gli uomini sono macchine creati da altre macchine. All'orizzonte c'è la riflessione di heidegger sulla modernità, in una forma praticamente saggistica.

La sorte degli uomini è costruire macchine. Cercare l'oltre uomo e oltre natura.

p. 309 No alla contemplazione della natura, ribellione contro la natura!

Concezione di Pico della mirandola animali e uomo hanno posizione nel creato. L'uomo la la responsabilità di avere la coscienza → automa autore consapevole

Liborio: fornisce libri di storia naturale e fisica. E' un buon sacerdote ma non esce dalla fissità.

Anteo comincia a costruire macchine, il “telaio stellare”. Il naturale è soltanto il fissarsi dell'artificiale.

L'artificiale è invenzione, progetto, creatività.

C'è una componente autoironica.. Allegoria del mondo contadino e dell'industria.

Nella seconda parte mette a fuoco la condizione di chi vive nelle periferie di Roma, avvicinandosi ad Officina.

Si tratta di un esperimento di Romanzo-saggio scritto con una lingua nuova, rinnovata.

Si tratta, dato i contenuti di riforma delle campagne e legami con unrra casas, intelligenza artificiale, di un'estrema difesa dell'idea olivettiana.

Lezione8

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Da un lato è messa in bocca ad un contadino ed è spinta agli estremi. D'altronde è anche talmente vera che messa in bocca ad un contadino funziona. …

Adriano Olivetti è anche un utopista: teorizza la razionalizzazione di tutti i legami sociali. In questo romanzo, è come se “guardasse la realtà tramite gli occhi di Adriano Olivetti e la allegorizzasse”.

Volponi nel 1971 lascia olivetti perchè la sua idea di riforma è troppo avanzata e spaventa.

Contestazione di storia, chiesa e potere → riflessione su come sta cambiando l'italia nel periodo 50 60: l'abbandono delle campagne.

Cap.2: attenzione per le periferie stile porta portese. Si sente l'eredità di Pasolini e di Officina. (filobus, come in pasolini).

Scontro con la chiesa:

p. 261 Viene escluso dalla chiesa, senso di esclusione dalla comunità. Scena sovraccaricata, quasi una santa inquisizione.

p. 274 Non è come Albino, sa usare la dialettica.

Figura di Massimina

Massimina appartiene ai piccoli possidenti che si appoggiano alla chiesa. Quasi un tardo medioevo. Massimina è fissa, servizievole come la natura che si abitua ai suoi padroni, cosa che fa ribellare Anteo.

Massimina è perfetta, immobile, Anteo la bastona. Massimina ha paura della miseria, di ricaderci dalla condizione piu agiata di cui gode.

Anteo agisce con furbizia, ma è uno scarsissimo comunicatore e pedagogo, impiega sempre la violenza e il muro contro muro, non riesce a creare un linguaggio di persuasione.

Inoltre , comune con albino ha alcuni element di mania di persecuzione “Massimina nasconde lettere contro di me”.

Figura dello sputnik

Lo sputnik è come una cometa che porta verso la città (è alla fine del capitolo 1), dato che la campagna non va, è fissa. Si registra una sottterranea dimensione messianica nello sputnik. Fa alzare la testa anche ai contadini, squarcia il cielo.

Cap.2

Si svolge interamente a Roma, vi si individuano tre nuclei fondamentali:

  1. ritrovare massimina, Elsa, possibile nuovo amore, Lupinara
  2. Università e contatto con la cultura
  3. La ricchezza e la ricerca del bnessere, in cui è più evidente la vicinanza con officina e pasolini

Si esce dall'orizzonte mitico delle origini, si entra nella storia. Ci si mette a rapporto con realtà più complessa ed articolata.

Viene cacciato con foglio di via.

La campagna torna come rifugio, sconfitto, comincia a perdere il contatto con la realtà. Anche il meccanismo di genesi e palingenesi e mitica: fuori dal luogo delle origini perde la sua efficacia. Il pensiero mitico è inadatto.

Il pensiero mitico è anche poetico. Ritorna il linguaggio poetico, nodo irrisolto che funziona solo a tratti. Ruolo del letterato.

Dietro Anteo si vede l'utopia dell'Olivetti che non passa mai dal locale al globale, fallisce.

Università

Viene snobbato, bollato come eretico, mondo chiuso, dottrinario. Anteo è troppo innovatore, gli viene detto di andare in USA o URSS. → Segnale dello scacco dell'italia arretrata (Vendita della ricerca sui microprocessori all'estero).

Per Olivetti, scienza e tecnica non fanno violenza sul mondo, lo portano a compimento. Il funzionale è anche bello.

“Il vostro mondo è brutto”

Scontro con la realtà:

  • scontro con realtà marchigiana
  • Scontro con dimensione poliziesca (processo)

Lupinara

p. 327 Abita appena fuori città. “Sembrava fosse a san Savino”, zona di confine indeterminata.

“La donna non guardava mai verso Roma”. Roma è solo un posto dove si guadagna, non è la realtà.

La lupinara procura voti ad un esponente DC: i lupinari storcono solo la bocca, Anteo invece reagisce e prova a smontar eil discorso di Colombari con la dialettica.

p. 334 Anteo accusato di essere un comunista, in quanto sovversivo. Sconfitto, comunismo come provocazione.

Anteo subisce una sconfitta nella ricerca della moglie: Non la trova e viene scacciato da Roma. Il meccanismo della comunicazione è spezzato.

Volponi è in questi anni ancora vicino al partito repubblicano, non è filosovietico, anche se l'immagine forte dello sputnik…

Avversione per la DC come partito statico, che ricristallizza la società. Il personaggio progressivamente si chiude, viene riassorbito da una fissità consolante.

Lezione9

Corporale

Periodo della crisi definitiva fra Volponi e l'Olivetti.

Si tratta anche di un periodo di crisi profonda: il 68, l'emergere del terrorismo, la crisi energetica. E' periodo di profondo cambiamento, di contestazione, di disorientamento notevole.

Gli anni '60 nel contesto letterario sono stati caratterizzati prevalentemente da:

  • avanguardia
  • Polemiche Pasolini / Avanguardia

Gli anni '70 sono caratterizzati da:

  • Incertezze sul piano culturale e politico, un universo esploso in cui tutte le categorie sono in crisi.

Corporale esprime il bisogno di trovare punti stabili, e una concezione del corpo in cui mancano i riferimenti, destrutturata.

In questo contesto, nel 74 esce Corporale, che verrà messo in ombra dal più famoso “La Storia” di Elsa Morante, che avrà la capacità di creare dibattito.

Pasolini accuserà corporale di essere romanzo debitore dell'avanguardia. Il primo capitolo diventa il secondo nella stesura definitiva. Meccanismo del montaggio a cui pasolini è avverso.

Fra le righe, nel romanzo, pasolini è bersaglio polemico.

Per cui in Volponi c'è un debito a Officina, ma poi se ne distanzia.

“Officina prima dell'industria”

Negli anni '50 avvio del “Neo Sperimentalismo”, nuove tendenze che sembravano poter coesistere. Poi, nel 1958, polemica e polarizzazione. Questa fu vista come problema da addebitare a Pasolini.

Lavoro sul romanzo: all'inizio è memoriale in prima persona. Passa da operai a contadini ad un personaggio dirigente industriale cacciato dalla fabbrica. Alcune parti, quindi, per dare più distanza sono in terza persona.

Bisogno di rinnovare il linguaggio per dare conto della realtà.

Il Montaggio consiste nel passaggio associativo fra due parti diverse. In fase di redazione 2a passaggio da prima persona a terza, più meccanismi associativi.

Il linguaggio usato è sempre in continua fluttuazione nello spazio e nel tempo.

Intento del romazo è parlare della vita del personaggio che vive in un frammento di specchio, rimasuglio dell'universo che si è sgretolato.

Non è del tutto privo di struttura.

Il personaggio ha una vicinanza maggiore con l'autore che nei due precedenti romanzi.

Il romanzo registra il caos di pensieri che scaturiscono dalla dimensione corporale del protagonista.

C'è la ricerca continua di un assassino. Assassinio come assorbimento, comprensione di un senso perduto?

Stalin compare spesso, stalin è come un punto saldo che però non ha più alcun senso.

Pasolini è figura arcaica, viene liquidata velocemente.

La prima parte del romanzo è focalizzata sull'inseguimento dell'assassino…

Suggestione dell'odore di latte bruciato → bomba atomica

E' una percezione della realtà come psicotica.

La tromba marina viene descritta come bomba atomica.

Ogni altro obiettivo di intervento sul reale è perso, qui siamo al grottesco.

Il corpo è l'ideologia, si fa la rivoluzione

Si è allo sfascio totale.

Realtà fratturata. Ivana rotta sul legno di quel capanno…

Tromba d'aria fa giustizia.

Forte pulsione di morte.

Si tratta della traduzione in ambiente umano della bomba atomica. Dimensione politica.

Lezione 10

Possibili punti di contatto con il cinema di Luis_Buñuel, in particolare con la via lattea: si trovano figure di becchini e camerieri intellettuali. Dimensione allegorica degli intellettuali.

Ne “il fascino discreto della borghesia”, si trovano persoaggio di Vescovo, giardiniere, assassino. 1972.

CAPITOLO 2

Ivana e Sauro sono morti, per la tromba d'aria.

Entra in scena Trasmanati

Progressiva esclusione dalla banda di trafficanti.

CAPITOLO 3

Da solo, fuori dalla banda e dalle ideologie

Il capitolo 1 è microcosmo poi di tutto il romanzo.

L'industria è da sabotare in modo assurdo, in questo caso l'industria della prostituzione.

p278 Olivetti? Ford? piccole speranze…

Per il diario si inventa Joaquim Murieta

Murieta diventa personaggio effettivo nella storia.

Corporale si svolge a Milano, non a Roma. Milano vista come simbolo del degrado. Cambio rispetto a Pasolini che invece vedeva roma in questo ruolo.

Caso Aldo Braibanti

Totale sovversione di tutte le categorie.

Torna a Varese per la morte del figlio e si separa dalla moglie.

Incontra, con valenze Kafkiane, Salsamiti, che lo aveva estromesso dall'olivetti, ora lo giudica e lo manda in manicomio

Si parla di un'idea di riforma dell'industria. Salsamiti: Utopia industriale.

Lezione11

Corporale, terzo capitolo

Ritorna la prima persona, non ci sono più i toni cupi del secondo capitolo.

Ritorno verso il luogo delle Origini, Urbino, che è la città di provincia dove si può vivere bene, alla ricerca di una salvezza individuale. Girolamo risulta come figura semplificata, non c'è più il suo doppio Murieta.

Ambiguità Salvezza / Supplizio (??)

L'arrivo in città è segnato da segni familiari ma d'altra parte inquietanti.

Trasmanati suicida, rientro nell'ordine delle cose… (??)

é presente un lungo catalogo di oggetti

Gerolamo è costruito in opposizione a Trasmanati, che è una sua strada scartata (??)

Presenza di affittacamere Signora Ondedei. Gerolamo attirato da un quadro di donna giovane (Ortensia) morta assassinata. (ritorna l'immagine dell'assassino).

Oggetto - talismano Bastone “animato” (cioè con lama dentro) di Trasmanati, che Girolamo ruba per uccidere Overath. Si vede come in un film, se stesso che uccide.

Quarto capitolo

Gerolamo è in ospedale, dove è “a cavallo” con il bastone (Don chisciotte?)

Assiste alla distruzione del suo rifugio, che ha abbandonato dopo la caduta

Tutti recitano un copione che Gerolamo ha scritto

Alla fine abbandona, fugge.

Se stesso viene definito “id” la cosa: l'abbruttimento in senso sovversivo è elemento che scardina.

“id” esce dalla psicologia, non è morale ma soddisfacimento delle sue pulsioni elementari e corporali.

Prima il personaggio era caratterizzato da cinismo con intenti sovversivi, ora solo da egoismo.

Lezione12

La conclusione di Corporale rappresenta un esito molto diverso da Memoriale o da “la Macchina Mondiale”.

Qui paradossalmente il valore dominante è il denaro.

Anche la Morante ha una scrittura che si alimenta del vissuto personale.

Le mosche del capitale

Si assiste per la stesura di questo romanzo ad un allungarsi dei tempi (passano 15 anni da Corporale)

In questo spazio Volponi però pubblica due raccolte poetiche e tre romanzi:

  • 1975 il Sipario Ducale
  • 1976 Il pianeta irritabile
  • 19.. Il lanciatore di Giavellotto

Il sipario ducale nasce come risposta a “La storia” della Morante. Volponi usa due vicende parallele che si incontrano in modo romanzesco nel finale. Legame con la storia, piazza fontana e professore Anarchico.

Presa di coscienza politica.

Il pianeta irritabile presenta il tema del fantastico: Guerra atomica anno 2200, una scena fantascientifica con alto contenuto allegorico. Protagonisti animali. Punto estremo di manipolazione della natura. Legame con le cosmicomiche di Calvino e la poesia di Solmi Il pianeta è ancora sensibile, reagisce, ritorno alla vita animale come salvezza.

Si riscontra una vicinanza con Le MOSCHE del capitale, in cui ci sono capitoli visti dagli occhi di animali e cose.

Macchina mondiale richiama operette morali di Leopardi

Lanciatore di giavellotto romanzo di formazione.

Raccolte di poesie (con Testo a Fronte): si vede uno sforzo di aggiornamento del linguaggio. Rappresentazione dell'inpoetico.

Le mosche del Capitale contiene dei frammenti di poesia. Il protagonista legge pasolini ed è poeta, intellettuale.

p.227 Un ordine industriale

  • distanza fra i due mondi
  • Usa il poemetto, come pasolini
  • E' molto poco poetico,ma c'è una rima: esile diaframma che divide poesia e prosa
  • Questa poesia è vicina alle mosche del capitale.

Ormai l'unico panorama è quello industriale, la natura non c'è piu!

Immagine mesopotamica della realtà industriale: Radamès nel romanzo, Babilonia nella poesia.

La prosa delle Mosche del capitale va verso la poesia

Petra pertusa e mista

p. 269 La chiesa diventa una fabbrica. Nella poesia si mescolano tutti i registri.

3a lassa: Fabbrica, Valutazione non positiva (Scherzo Tayloristico). Linguaggio industriale e dell'economia.

La storia è relitto. Realtà esplosa. Cacciata di Volponi dal mondo industriale. Da consulente fiat.

Il mondo industriale è caos, ma è l'unico mondo in cui siamo confinati.

Insonnia Inverno 71

Lunghissimo poemetto Alcune immagini che ritornanoin Mosche del capitale: Maestro del 300 Maestro del 1971. COntrasto modernità Antichità. C'è il commento di questi versi in Mosche del capitale.

Longhi professore di arte gli parla del maestro del 1910.

p 342 “Con testo a fronte” 1980 primo incontro con Pasolini

Idea di dare voce alle cose agli animali alle piante come demistificazione.

Volponi e Pasolini tentano di fare la stessa cosa: fare i conti con se stessi e con il mondo.

Pasolini → trauma del distacco da Casarsa

Volponi → trauma del distacco dall'industria

Verso il mondo dell'inpoetico.

Le mosche del capitale è l'ultima opera dedicata ad Adriano Olivetti. Maestro dell'industria mondiale, lui Volponi maestro del 1971. Ultimo gesto di omaggio, in contrasto a cosa è diventata l'industria attuale.

E' un opera che cresce, Volponi cerca qualcuno che lo aiuti: ha composto 2000 pagine, ridotte poi a 350.

1° progetto: “il consulente” poi scartato.

Romanzo molto allegorico

Risarcimento almeno sul piano della scrittura di una esperienza molto traumatica. Ripresa dell'idea della scrittura per sè di pasolini.

Si trovano dei segmenti del romanzo sull'operaio Tecraso applicato sulla struttura portante autobiografica di Volponi.

La struttura è profondamente diversa dei romanzi precedenti (anche da Corporale). Qui è programmatico perchè ogni capitoletto è un personaggio, punto di vista, genere diverso. Ci sono piu punti di vista e prospettive.

E' ancora più esploso di Corporale, ha per conclusione la morte di Visentini (Nasapeti) con una certa linearità.

Si tratta di scrittura per capire se stessi

Ma si osserva la difficoltà di risurre la massa autobiografica ed oggettivarla.

Lezione 13

La differenza fra prosa è poesia nei romanzi di Volponi è molto labile.

Le mosche del capitale è attento a delineare i limiti del romanzo: è strutturato per capitoli e sottocapitoletti numerati.

La prima parte comprende quattro capitoli.

Il rispecchiamento è sempre fra Volponi e il personaggio principale: Albino Saluggia, Anteo Crocioni, Gerolamo Aspri… Ma in “Le mosche del capitale” il protagonista non è portavoce. La voce di volponi si sfrangia in diversi personaggi:

  1. per necessità di oggettivare
  2. Nuova concezione di Romanzo, è l'ultimo romanzo di volponi.

Astolfo (Umberto Agnelli) parla con il “Dottor Tozzo” (Il cane)

Astolfo è personaggio di Ariosto, che va sulla luna a ritrovare il senno di Orlando… Altre influenze si posso rintracciare in Leopardi (operette morali) e Calvino. Vi si ritrova anche l'intenzione di fare del teatro nel romanzo, dimensione farsesca da commedia parodica che sgretola il romanzo.

Scena di Astolfo e cane → versione letteraria di scene fantozziane!

Contrapposizione dentro/fuori della fabbrica: all'interno quadri, fuori la città degradata, talmente brutta da non meritarsi di essere raccontata.

  • Dietro le spalle la perfezione abbandonata di Saraccini
  • Tra astolfo e Sarracini c'è quasi una sovrapposizione, sono spersonalizzati
  • Le cose parlano “tutto è nella lingua”
  • Il Romanzo contemporaneo non coglie la natura industriale, forse il cinema.
  • Scrivere frammenti di romanzi, poesie, progetti di romanzo è l'unica cosa possibile: cosa si può raccontare della città e dell'industria? nulla! non ha più senso, manca la visione complessiva che era stata di Adriano Olivetti.

Non c'è più madame Bovary, ci sono i prodotti, tutto è parte del capitalismo finanziario. Dietro ci sono le esperienze di Pasolini, Adorno e la personale esperienza nell'industria di Volponi.

La narrazione è essa stessa produzione industriale (industria culturale).

Liquidazione del romanzo, della narrazione e della poesia.

“Per fare guerra e pace manca Napoleone, manca il senso”.

Non c'è più in questa industria un'idea civile. Romanzo dedicato alla memoria di Olivetti. Il romanzo non si chiude, perchè non si chiude la società, il romanzo è saltato!

in due riprese, sia Astolfo che Saraccini dichiarano che “ci vorrebbe un narratore” per mettere tutto in ordine.

Uomo ad una dimensione

Anche i personaggi perdono consistenza, sono talmente nella macchina che non possono uscire dall'ambiente. Potere e soldi sono gli unici motive.

Saraccini torna in fabbrica e chiede una consulenza-pensione (in questo si distanzia da Volponi)

Chi si può salvare solo negli strati bassi, nei livelli popolari, che si dedicano alla lotta politica, personaggi rudimentali: così si giustifica l'inserimento della storia dell'operaio Tecraso.

Fin dall'inizio, saraccini è invece incluso nella prospettiva industriale e capitalistica (scena iniziale della città che dorme).

Saraccini agisce da specchio del presidente e della sua bellezza e potenza. Anche alla fabbrica di carne in scatola (Fiat) Astolfo si fa consigliare da un pappagallo, come da uno specchio. Saraccini ed Astolfo si identificano completamente. Omologazione del personaggio specchio. Impossibilità del contrasto, data dalla perdità di identità e forza di fronte al potere.

Si tratta, per Le Mosche del capitale, di un attacco al potere che ha cambiato l'industria, non all'industria in sè. E' l'industria delle banche e del mercato finanziario. Saraccini rientra nei ranghi, un cambiamento non è possibile. La fabbrica moderna è disumanizzata.

Lezione 14

“O scopri il potere o vai tra i brontoloni e gli sconfitti brontoloni”.

p.200 “Cosa è diventata l'industria?” solo finanza, procacciatrice di affari.

Si assiste alla perdita di individualità, tutti mossi verso la brama di potere.

La poltrona di donna Fulgenzia rappresenta anche la sua padrona (Metonimia)

La battaglia per il potere è anche battaglia fra le poltrone

Nasapeti è rappresentato solo dal suo naso. p. 306 Colore rosso del naso p. 11

p. 164 Saraccini si dimette, parla solo il naso

Scena della morte di Nasapeti rappresentata in modo enormemente grottesco, tracheotomia, muco, colloquio dalla ferita al telefono, la cornetta…

Figura di Radames come capo della sorveglianza, che siede sulla poltrona di astolfo, ed ottiene due poteri:

  • lotta per il potere
  • potere sessuale

Tutto ruota intorno agli oggetti. Radames è personaggio farsesco, sesso e tirata contro astolfo, auspica direzione ancora più rigida e fascista della fabbrica.

Saraccini non è un oppositore, è un personaggio integrato, non c'è una maturazione o evoluzione, che invece è presente negli altri romanzi, anche se in negativo. Saraccini in Fiat è riassorbito nella macchina.

La parte piu grottesca non è verso Olivetti, ma verso fiat. Ad astolfo manca la capacità di interagire con la città, che viene anzi degradata e sfruttata dalla fabbrica.

Il progetto fiat di integrazione con la cultura ed il territorio è molto meno efficace (comprare palazzo grassi).

Si tratta di riunione di maschere del potere, Teatro farsesco e spersonalizzato. Sarracini propone un piano in stile olivetti, ma tutto si fonde nel pensiero unico della fabbrica.

Il nodo centrale sono i soldi, il progetto di riforma si riduce a comprare un palazzo per poi affitarlo ad una banca. Vicenda caricaturale che denuncia la mancanza di cultura di Fiat.

Stare a Bovino per Saraccini è un peggioramento, torna ad Ivrea. Fiat è ancora più insensibile di Olivetti alla cultura. Esempio della reazione al quadro di Lichtenstein, che denuncia ignoranza.

Tecraso, storia nella storia

Nel montaggio del romanzo viene fatto spazio a Tecraso, operaio a Torino.

Mentre Albino, Astolfo e lo stesso Sarracini sono totalmente assorbiti dalla realtà industriale, Tecraso parla della vita anche fuori della fabbrica, rispettando una delle parole d'ordine di quegli anni “Ripartire dalla vita”.

Tecraso viene denunciato per banda armata e va in carcere. Il linguaggio è diverso, piu crudo, ci sono più fatti. Non ha conclusione ed è incastrato nel romanzo. Non è un esempio di antagonismo vincente allo strapotere della fabbrica, ma è un esempio di concretezza che Saraccini ha invece perso totalmente.

Si tratta quindi anche del congedo dal romanzo di Volponi. La strada per roma è infatti non più di un reperto archeologico. Con le Mosche del capitale il romanzo è negato!

Volponi non ha coerenza nel romanzo, l'ha trattato come strumento.

 
volponi.txt · Last modified: 2009/06/06 00:34 (external edit)
 
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