Roosevelt e Wilson, i due volti del Progressismo al potere

Seppure avversari politici e diversi per molti aspetti, Wilson e Roosevelt almeno in questa fase hanno delle politiche concordi nella sostanza: decisi avversari del socialismo, realizzarono riforme sociali e politiche che modificarono i rapporti fra capitale e lavoro, limitarono il potere plutocratico, aumentarono l'apertura democratica e aiutarono le classi più deboli.

Anche in politica estera ci sono concordanze. Anche se Roosevelt dichiarò di voler tenere fede alla dottrina monroe, riconosceva un nuovo ruolo “globale” degli USA, che Wilson realizzò poi in modo compiuto.

Theodore Roosevelt

(1858 - 1919)

Presidente dal 1901 al 1909

Roosevelt espresse il suo americanismo nella convinzione che per il rango ottenuto e la posizione che occupavano, gli stati uniti avessero una responsabilità di fronte al mondo intero.

Riguardo al fenomeno dell'immigrazione (di tipo soprattutto europeo), Roosevelt non intendeva ostacolarla in alcun modo, ma sosteneva la necessità di una completa americanizzazione dei nuovi arrivati, che dovevano diventare in tutto e per tutto americani, respingendo l'idea del “multiculturalismo”. Per realizzarne l'americanizzazione, le masse di immigrati devono vivere in modo dignitoso, e assicurare che questo avvenga è compito dello stato.

Con la prima guerra mondiale, esprimerà la sua opposizione ai Socialisti, definendoli nemici dell'america e strumento della brutalità militaristica tedesca”, ma nel socialismo vede un sintomo di una malattia sociale che non si può evitare di affrontare.

Roosevelt si unisce a quanti analizzano l'esperienza rivoluzionaria e la deriva dispotica della Francia, con gli esiti soliti.

La politica di Roosevelt è quindi una politica del giusto mezzo, socialismo e plutocrazia reazionaria sono entrambi pericolosi, e bisogna preferire un riformismo che crei il dialogo ed eviti derive autoritarie (tirannide dei pochi) o di tipo appunto socialista (tirannide dei molti).

Roosevelt dichiarò di ispirarsi in modo più diretto a quei presidenti che, come Lincoln e Jackson credevano nella necessità di un'azione forte da parte dell'esecutivo.

Per quanto riguarda la politica economica, Roosevelt sostiene un'azione del governo che tenga sotto controllo ed impedisca l'eccessivo potere delle corporations. Sostenne anche l'iniziativa sindacale come presupposto per l'integrazione dei lavoratori nel paese.

Dopo la presidenza, Roosevelt si radicalizzò, auspicando riforme più profonde secondo le idee di Lloyd e Croly, che dessero iniziativa alla maggioranza anche tramite lo strumento del referendum.

In politica estera Roosevelt dopo la guerra con la spagna del 1898 inneggia alla “liberazione delle filippine” dal colonialismo europeo, si dichiarerà favorevole all'intervento nella prima guerra mondiale come necessità per fermare l'espansionismo tedesco, superando del tutto la dottrina Monroe.

 
theodore_roosevelt.txt · Last modified: 2009/06/06 00:34 (external edit)
 
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