“O scopri il potere o vai tra i brontoloni e gli sconfitti brontoloni”.
p.200 “Cosa è diventata l'industria?” solo finanza, procacciatrice di affari.
Si assiste alla perdita di individualità, tutti mossi verso la brama di potere.
La poltrona di donna Fulgenzia rappresenta anche la sua padrona (Metonimia)
La battaglia per il potere è anche battaglia fra le poltrone
Nasapeti è rappresentato solo dal suo naso. p. 306 Colore rosso del naso p. 11
p. 164 Saraccini si dimette, parla solo il naso
Scena della morte di Nasapeti rappresentata in modo enormemente grottesco, tracheotomia, muco, colloquio dalla ferita al telefono, la cornetta…
Figura di Radames come capo della sorveglianza, che siede sulla poltrona di astolfo, ed ottiene due poteri:
Tutto ruota intorno agli oggetti. Radames è personaggio farsesco, sesso e tirata contro astolfo, auspica direzione ancora più rigida e fascista della fabbrica.
Saraccini non è un oppositore, è un personaggio integrato, non c'è una maturazione o evoluzione, che invece è presente negli altri romanzi, anche se in negativo. Saraccini in Fiat è riassorbito nella macchina.
La parte piu grottesca non è verso Olivetti, ma verso fiat. Ad astolfo manca la capacità di interagire con la città, che viene anzi degradata e sfruttata dalla fabbrica.
Il progetto fiat di integrazione con la cultura ed il territorio è molto meno efficace (comprare palazzo grassi).
Si tratta di riunione di maschere del potere, Teatro farsesco e spersonalizzato. Sarracini propone un piano in stile olivetti, ma tutto si fonde nel pensiero unico della fabbrica.
Il nodo centrale sono i soldi, il progetto di riforma si riduce a comprare un palazzo per poi affitarlo ad una banca. Vicenda caricaturale che denuncia la mancanza di cultura di Fiat.
Stare a Bovino per Saraccini è un peggioramento, torna ad Ivrea. Fiat è ancora più insensibile di Olivetti alla cultura. Esempio della reazione al quadro di Lichtenstein, che denuncia ignoranza.
Tecraso, storia nella storia
Nel montaggio del romanzo viene fatto spazio a Tecraso, operaio a Torino.
Mentre Albino, Astolfo e lo stesso Sarracini sono totalmente assorbiti dalla realtà industriale, Tecraso parla della vita anche fuori della fabbrica, rispettando una delle parole d'ordine di quegli anni “Ripartire dalla vita”.
Tecraso viene denunciato per banda armata e va in carcere. Il linguaggio è diverso, piu crudo, ci sono più fatti. Non ha conclusione ed è incastrato nel romanzo. Non è un esempio di antagonismo vincente allo strapotere della fabbrica, ma è un esempio di concretezza che Saraccini ha invece perso totalmente.
Si tratta quindi anche del congedo dal romanzo di Volponi. La strada per roma è infatti non più di un reperto archeologico. Con le Mosche del capitale il romanzo è negato!
Volponi non ha coerenza nel romanzo, l'ha trattato come strumento.