Lezione 1

Paolo Volponi, figura di politico, di dirigente e letterato, poeta e prosatore.

'66 Direttore del personale Olivetti '71 avrebbe potuto diventare amministratore delegato

Nasce nel 1924, quindi generazione di Pasolini, Edoardo Sanguineti, Avanguardia.

Ha in comune con Pasolini l'importanza delle origini (nel 44 Volponi scrive poesie, al 43 risalgono le poesie a Casarza di Pasolini).

Figura importante di Bruno Visentini, suo professore, mediobanca, poi ad Olivetti e ministro.

Nel 47 presenta le sue prime poesie a Carlo Bo che insegnava ad Urbino. Nel 48 Vengono pubblicate sotto il titolo “Il ramarro”.

Trasferitosi a Milano incontra Franco Fortini e Eugenio Montale.

Nel 1949 Bo e Fortini lo presentano ad Olivetti, che lo impiega come presidente nel contesto dell'UNRRA-CASAS iniziativa di supporto e sviluppo per le campagne in senso comunitario nel contesto del Piano Marshall.

Volponi mandato nel Sud a studiare la Ricostruzione delle campagne secondo un progetto di società organiche e comunitarie. Questo lo impegna per 6 anni.

Olivetti è industria e cultura. La cultura è intesa come uno dei mezzi di redistribuzione del profitto dell'industria. Olivetti si circonda dei migliori intellettuali del tempo e crea una serie di servizi all'avanguardia.

Olivetti figura eccentrica e democratica, aiuta insieme a Carlo Rosselli Filippo Turati a scappare dall'italia. Funzione dell'industriale civile, che pone freno all'alienazione attraverso la dimensione della comunità.

All'Olivetti Volponi conosce Rocco Scotellaro e Carlo Levi.

Dal 54 è a Roma, al CEPAS (Servizi sociali) sempre alle dipendenze di Olivetti. Qui incontra Pasolini, in occasione della vincita a pari merito con “la meglio gioventu” del premio Carducci.

Volponi partecipa quindi in modo marginale ai lavori di Officina, la rivista che Pasolini fonda con Leonetti e Roversi e che dura dal 54 al 59, a cavallo fra Roma e Bologna.

Si caratterizza per l'idea di Letteratura civile: la poesia esce dal mondo lirico e va verso la narrazione. Il poemetto è visto come via d'uscita appunto verso la narrazione.

Il legame con Pasolini (nel 62 volponi reciterà anche per lui) si incrina con Corporale, ritenuto troppo vicino alle avanguardie con cui Pasolini era in polemica.

Dal 56 in poi è ad Ivrea, dove si occupa dei servizi sociali. E' parte integrante del progetto industriale di Olivetti. Progetto che dopo il 1960 con la morte di Olivetti cambierà radicalmente.

Con il 1960 primo momento di crisi: Olivetti molto indebitata. Fiat e Mediobanca mettono fine al progetto Olivetti di ricerca sui microprocessori. Nel 1959 era stato costruito il primo calcolatore a transistor, l' Elea 9003. La ricerca su microprocessori e intelligenza artificiale viene svenduta alla General Electric.

Dopo il 1960 Volponi dichiarerà “ho vissuto con l'illusione dell'onnipotenza dell'industria”. A questo periodo risale Memoriale (1962) e la raccolta poetica “Le porte dell'appennino”, che esprime la stessa profonda crisi.

Nel 1962 inoltre inizia “Repubblica Borghese”, che sarà pubblicato come ultimo romanzo sotto il titolo “La strada per Roma”.

Nel 1964 Scrive “La macchina mondiale”

Nel 1966 Bruno Visentini, divenuto presidente Olivetti lo nomina direttore delle Risorse Umane, carica che terrà fino al 1971.

In questa veste, Volponi è stato il più assiduo continuatore dell'opera di Adriano Olivetti.

Nel 1971 Visentini lo vuole proporre come amministratore delegato, ma gli viene affiancato un autoritario. Si dimetterà e inizierà rapporto con fiat e fondazione agnelli, che dovrà lasciare dopo aver dichiarato di votare PCI.

dal 1966 al 1974 Lavora a Corporale, con Pasolini come consulente, in cui si assiste allo sgretolarsi della scrittura.

Si occuperà di Arte, sarà eletto nelle liste del PCI. Morirà nel 1994.

Il ramarro

Esperienza di tipo ermetizzante, dimensione ancora lirica. Il libro del 48, il ramarro, rimane come qualcosa con cui bisogna fare i conti.

Urbino e la campagna marchigiana sono il teatro dell'identificazione fra io e luogo, paesaggio, natura. Nel Ramarro forte contatto con i sensi, con la terra, la sensualità, la fisicità.

p.24 Le belle anche aperte. Palpebre svolazzanti, rondini sul ventre, respiro ossuto.

La donna si identifica con la terra.

p. 27 Sei più tubercolosa d'un topo d'India. Fiato unto

Gusto per parola violenta. Bello e brutto fusi insieme con la natura.

Idea dell'universo visto come una macchina (tornerà nei romanzi). “Sento il rumore dell'ossatura delle cose” “io debbo reagire”: io è parte del meccanismo ma deve ribellarsi.

La dimensione descritta è al di fuori della storia, è adolescenziale: è una dimensione ideale ed immaginaria da cui Volponi fugge andando a Milano. Vi è già nel ramarro compresenza di ordine e disordine, come sarà in Corporale.

In corporale rifiuto della poesia sotto le spoglie del taglio del Sorbo, visto con toni ironici.

L'esperienza di Volponi è sempre territoriale, fusione con il mondo, esperienza ambigua: la fusione con la natura è in parte rifiutata in parte conservata. Gerolamo aspri taglia il sorbo, poi misura la natura.

 
lezione1.txt · Last modified: 2009/06/06 00:34 (external edit)
 
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