Comunicazione territorio ambiente

a.a.2005-06

  • Mela, Belloni, Davico, Sociologia e progettazione del territorio, Carocci, Roma 2000, capp.3,6

Solari: collocazioni bgs.315.158 , bgs.SOC.URB.02/03 MEL, bgs.233.140 Nazionale: BNU02.d.1657 Civica: BCT.694.G.123

  • Belloni, La comunicazione ambientale: alcuni modi di intenderla e possibili direzioni di sviluppo, in “Quaderni di sociologia”, n.30, 2002, pp.47-63
  • Belloni, La città di domani: un intreccio crescente di forme comunicative, in Scenari del XXI secolo, Enciclopedia UTET, Torino 2005, pp.332-39

si trova solo alla civica di collegno http://www.comune.collegno.to.it/biblioteca/informazioni.htm collocazione RR.D.030.NOVA.3.

Un testo a scelta tra:

  • De Marchi, Pellizzoni, Ungaro, Il rischio ambientale, Il Mulino, Bologna 2001
  • Amin, Thrift, Città. Ripensare la dimensione urbana, Il Mulino, Bologna 2005

Città: Ripensare la dimensione urbana

Okkio! Questi sono solo appunti miei, non garantisco abbiano senso compiuto! :)

Autori
Descrizione

(da Amazon:)

<style float-left box background> citta.jpg </style> This book develops a fresh and challenging perspective on the city. Drawing on a wide and diverse range of material and texts, it argues that too much contemporary urban theory is based on nostalgia for a humane, face-to-face and bounded city. Amin and Thrift maintain that the traditional divide between the city and the rest of the world has been perforated through urban encroachment, the thickening of the links between the two, and urbanization as a way of life.They outline an innovative sociology of the city that scatters urban life along a series of sites and circulations, reinstating previously suppressed areas of contemporary urban life: from the presence of non-human activity to the centrality of distant connections. The implications of this viewpoint are traced through a series of chapters on power, economy and democracy.This concise and accessible book will be of interest to students and scholars in sociology, geography, urban studies, cultural studies and politics.

Appunti (miei)

CAP 1 Comprendere la città di tutti i giorni

  • Si vuole superare idea di città spazialmente coesa e definita.
  • No a città come insieme di “strutture portanti”, città è luogo di mobilità, flusso e pratiche quotidiane. Si può capire attraverso studio degli schemi ricorrenti. E' in perenne movimento, i confini sono confusi

(ahi ahi)

  • Teorici americani di inizio novecento → Città in qualche modo organica, dietro la confusione si vede organismo. C'è una connotazione spaziale definita, con una divisione del lavoro definita, con una direzione (idea di progresso).
  • Mumford: Necropoli, Tirannopoli, Megalopoli
  • Città contemporanea: flusso di processi, connessioni vicine e lontane
  • Castells è troppo schematico (??) insieme ad altri, si concentra troppo su strutture (credo si riferiscano alla rete?)
  • Ricerca dell'urbanesimo del quotidiano: riferimenti a Benjamin e stili di vita, surrealisti e situazionisti.

Metafora della transitività

Per Benjamin, analisi della città attraverso l'improvvisazione. La città è “porosa” ci sono spazi lasciati vuoti per l'improvvisazione degli abitanti. In questo modo la città cambia. Esperienza su Napoli.

L'analisi è flanerie: atteggiamento entusiastico (benjamin analizza napoli sotto hashish). Sviluppo di una psicogeografia fatta di luoghi particolari, elementi biografici, ritmi di interazione fra le persone. (esempio di burocrazia sovietica incrociata con venditori ambulanti e scatoloni..

:!: sempre più strana la cosa …

Anche il viaggio contribuisce a sfocare la città: “i 100 milioni di viaggiatori che arrivano a londra sono due volte la popolazione di GB”. Questo rende la città un'entità dinamica…

Ritmi e analisi dei ritmi

Ritmo: “tempo localizzato” e “luogo temporalizzato”

Lefebvre osserva i ritmi di parigi: gente che va e viene, ritmi di presenza assenza scanditi nella giornata. Ritmi visibili (gente) e invisibili (orari, itinerari proposti da guide o tour operator)..

Studio dei ritmi per Lefebvre va condotto da una “distanza spettrale”: da una finestra chiusa e in posizione elevata. Mentre il “flaneur” si immerge nella città.

Studio sui ritmi notturni in rapporto alla tecnologia e abitudini (1890-1930) di Schloer. Anche ritmi della vita domestica sono trascurati da “normale” sociologia urbana.

Analisi dei ritmi cerca la visione di insieme, l'analista deve entrare nel ritmo … bah

Impronte urbane e identificazioni

Esempio di città del messico con piramide azteca, chiesa cattolica e palazzi contemporanei (plaza de las tres culturas)(foto da Flickr):

plaza de las tres culturas

Qui tracce delle tre culture che hanno abitato il posto. Ma anche “gli spagnoli” e “gli aztechi” erano già risultato di negoziazione e ibridazione al tempo dell'incontro.

Realtà urbana come insieme di modelli comunicativi spazialmente allungati, che avvicinano spazi lontani (pendolarismo, parentela), ma allontanano spazi vicini (vicina di pianerottolo).

Lo studio di queste tracce è un modo di capire la città.

Kevin hetherington: la città è palinsesto, resa conoscibile attraverso rappresentazioni. La mitologia della città si sostituisce alla città vera: mitologie del luogo messe in scena come se fossero i luoghi stessi. (siamo nel regno della banfata).

La rappresentazione ed il modo di parlare di(about) alcune città (es. Las Vegas), determinano anche le esperienze e potenziali azioni dei futuri visitatori.

Città conosciuta attraverso i media, ma essa stessa un “mezzo che grida le proprie storie”…

Graffiti come appropriazione “manifesto comportamentale”.

Quindi, la città è un processo, difficilmente ingabbiabile nel suo insieme in modelli teorici precisi. Qui sono state elencate pratiche di urbanesimo quotidiano che cercano di studiare la trasitività ed il ritmo urbano attraverso metafore metodologicamente non saldissime…

Ontologia Essenziale (oh,oh)

modello proposto da autori critica questa “tradizione” in tre punti:

  • non tiene conto, nell'analizzare la mobilità e i rimti, dei vincoli a cui è sottoposta: i ritmi urbani non sono libere di “vagare come vorrebbero”. Ci sono spazi definiti dove si fa questo e quello, percorsi stabiliti, regole di burocrazia che rendono la città una rete regolata.
  • Analisi dei flaneur basata troppo su umanesimo: si deve tener conto della circolazione di mezzi meccanici, e anche della vita non umana (topi,insetti) (??) e inorganica (fogne). Di nuovo attenzione per la regolamentazione di questi aspetti: cartelli stradali, regole di smaltimento dei rifiuti, ecc.
  • tradizione mantiene l'importanza delle interazioni spaziali strette, faccia a faccia, localmente definite: nuovo modello pensa invece alle relazioni rese possibili da interazioni sempre più a distanza attraverso mezzi di com elettronica: la prossimità non è più fattore caratterizzante.

Quindi le città sono rappresentabili in modo imperfetto con reti, ma reti che si piegano e intersecano fra loro in continuazione. La rete è efficace come allonanamento dalla visione cartesiana delle cose. Il soggetto (stile pirandello) è in ogni momento il risultato di intersecarsi delle reti di cui in quel momento fa parte. Allo stesso modo un luogo è il risultato di un incontro: non si tratta di uno stato stabile, anche quando la rete è concepita per essere tale (archi imperiali diventano parchi a tema..,p53)

 
comunicazione_territorio_e_ambiente.txt · Last modified: 2009/06/06 00:34 (external edit)
 
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