Calhoun, Clay, Webster

Sono figure di 3 parlamentari che si confrontano con due temi fondamentali della storia americana prima della guerra civile:

  1. il tema della schiavitù
  2. la rivoluzione Jacksoniana: con Jackson si ha suffragio universale che trasforma il sistema politico e le istituzioni. Nascono i primi partiti politici di massa. Timore di instaurazione di una democrazia plebiscitaria.

In particolare Calhoun, teme che l'america si europeizzi a causa di queste dinamiche: Jackson verrà paragonato a Napoleone.

John C Calhoun

(1782 -1850)

Schiavista, sul tema del plebiscitarismo arriva a riflessioni analoghe rispetto a quelle che Marx vede nel 1848 con Napoleone III (Cesarismo - Bonapartismo).

E' il massimo teorico dello schiavismo americano come sistema.

Per Calhoun, la schiavitù è naturale

Teorizza che la schiavitù è la condizione naturale dei neri, che non sono in grado di autogovernarsi e sono quindi schiavi per natura.

Individua, in parallelo ad alcune riflessioni di Marx, nel sistema capitalistico industriale e nella condizione del sottoproletariato urbano un sistema meno umano della schiavitù che, con concezione paternalistica, nega la natura di uomo agli schiavi, ma quanto meno li include in un sistema che li accudisce e non li abbandona (Comunitarismo schiavistico). Mentre i lavoratori formalmente liberi delle fabbriche europee sono usati come strumenti e abbandonati quando non servono più. (si sta qui parlando dell'industralismo prima maniera, senza nessun tipo di garanzie e stato sociale).

Contrasto con l'Inghilterra che ha abbandonato la schiavitù quando non era più consona al loro sistema economico, ma mantengono il dominio su Irlanda e colonie con metodi brutali.

Si tratta comunque, di uno dei più fini pensatori politici americani, che arriva a conclusioni in anticipo e molto influenti su quelli europei. Non ci sono trattati sistematici, ma discorsi, articoli, resoconti parlamentari.

Critica all'Europa

L'europa (compresa Inghilterra) viene criticata pesantemente, secondo queste linee:

  • istituzioni feudali che negano l'uguaglianza nel diritto
  • per reazione, è nata in Europa idea estremista dell'uguaglianza che nega i fondamenti della società e le sue gerarchie
  • Europa oscilla tra rivoluzioni e dispotismo, senza riconoscere il valore della libertà
  • Si diffonde in europa il dannoso sistema dell'industralismo.

Di fronte ad una nuova ondata di moti rivoluzionari (1848), Calhoun ne prevede la nuova deriva autoritaria (Napoleone III).

Crede nell'impossibilità di portare a termine con successo rivoluzioni basate sull'uguaglianza “alla francese”: non si può coniugare questa idea con l'effettiva risoluzione dei contrasti fra le parti della società. Si viene quindi al dominio di una parte, all'anarchia e quindi al dominio di un solo uomo.

Il diritto di Secessione

Calhoun teorizza il diritto di secessione da parte degli stati schiavisti di autogovernarsi, così come era stato per le colonie nei confronti della madrepatria inglese.

La democrazia per Calhoun

Avversario politico principale di Calhoun e bersaglio polemico è il presidente Jackson, che viene paragonato a Napoleone, in quanto promotore del suffragio delle masse, bardo della democrazia, populista e demagogo.

Da qui riflessione sulla natura della democrazia:

  • Teoria delle Elites: in democrazia non è il popolo a governare, ma una ristretta minoranza che trae la sua legittimazione dal consenso. La sovranità popolare è un mito, a governare sono i POCHI. Questo significa che bisogna ripensare la democrazia non come governo del popolo, ma come governo di chi sa conquistarsi il favore del popolo, che resta necessario (il popolo può sempre scegliere qualcun altro).
  • su questa scala (suffragio universale) la democrazia diventa democrazia dei partiti. I soggetti fondamentali non sono le persone ma i partiti che formano ed organizzano il consenso popolare, spesso su base anche emozionale più che razionale, elemento che si fa pericoloso e può portare alla legittimazione popolare di despoti (Napoleoni Vari, e nella visione di Calhoun, Jackson).

Clay e Webster

Non sono a favore della schiavitù, sono per l'abolizione (senza arrivare ad appoggiare la guerra civile!). Webster insiste sulla minor differenza fra ricchi e poveri in america. Tutti e due convergono nel dire che l'antidoto contro il dispotismo è il principio del governo limitato realizzato in America.

Clay : forte appoggio alla dottrina monroe, diritto di USA su America Latina, necessità di proteggere l'economia americana anche con misure di protezionismo, senza cedere alla falsa dottrina del libero scambio di volontà inglese.

Contrasto a Jackson

Vedono in Jackson una intollerabile minaccia alle istituzioni: rappresenta l'espressione della temuta tirannide della maggioranza in quanto demagogo che sbilanciava il sistema americano verso il potere esecutivo.

Calhoun, dapprima vice di Jackson nel primo mandato, in seguito se ne allontana dopo la crisi dei rapporti fra Nord e Sud in cui Jackson si schiera con il Nord, lo paragona direttamente a Napoleone in quanto cesarista e pericoloso demagogo.

Clay vede in Jackson una figura quasi di monarca, accusandolo di arrivare a nominare il suo successore “lo stato sono io!”.

Quindi i temi di critica sono:

  • confronto con Bonapartismo
  • rapporto plebiscitario fra capo e massa
  • tendenza dell'esecutivo di espandersi a discapito degli altri poteri
  • tendenza al centralismo e al controllo degli uffici
  • organizzazione del consenso da parte di una forte macchina di partito legata al potere esecutivo

Se è vero che le conseguenze della presidenza Jackson furono esagerate da questi suoi oppositori, tuttavia vedono gli sviluppi del Bonapartismo in Francia e dei futuri regimi “cesaristici” dei totalitarismi del 900.

 
calhoun_clay_webster.txt · Last modified: 2009/06/06 00:34 (external edit)
 
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