Nonostante non si riscontri in America un movimento socialista forte come in Europa(cfr Sombart), in questi anni si crea una tradizione di pensatori che ad esso si rifanno, sia nelle varianti utopiche che scientifiche.
Tratto comune di questi pensatori è il considerare l'America come luogo privilegiato per l'avvento del socialismo (secondo accezioni che variano) e quindi come modello per il vecchio mondo, secondo la dottrina di Marx che il socialismo dovesse prendere piede nei paesi più sviluppati.
Scrittore di romanzi e saggi, Bellamy si fece portavoce di un socialismo utopistico egualitario che privilegiasse gli interessi della nazione rispetto a quelli dei singoli attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione, che venne definito nazionalismo.
Per Bellamy la realizzazione di un tale sistema avrebbe costituito il compimento vero della dichiarazione di indipendenza e la logica prosecuzione dei principi di autogoverno e per questo, doveva succedere in America, in cui l'uguaglianza faceva già parte dell'eredità della nazione.
Per Bellamy, l'uguaglianza non deve essere solo dei punti di partenza (diritti), ma anche dei punti di arrivo.
Socialista Danese emigrato in USA, usa nella sua analisi categorie Hegelo-Marxiano- Lassalliane. E' legato all'ambiente del socialismo Tedesco (Lassalle), con cui condivide una concezione fortemente statalistica: lo stato deve essere la leva di trasformazione verso una società senza classi. Dopo questa fase, lo stato deve ridursi ad amministrazione, spoliticizzandosi.
Anche Gronlund condivide la visione dell'America come luogo dove il socialismo si svilupperà per primo, per poi diffondersi presso le società di tutto il mondo.
Per Gronlund soggetto rivoluzionario non è la classe operaia che realizza il suo destino tramite lotta di classe e violenza, ma una minoranza rispettabile, formata da esponenti di tutte le classi. Bisogna evitare le dinamiche violente ed esclusivsmente di classe, per scongiurare il rischio di una deriva autoritaria di tipo Bonapartistico.
Ha avuto un ruolo di primo piano nella fondazione e nella gestione del partito socialista americano nel 1898. Imprigionato in piu occasioni, credeva nella versione internazionale del pensiero socialista, legandosi in particolare al pensiero di Kautsky, l'ideologo della seconda internazionale, in particolare nella sua intepretazione meccanicistico positivistica del socialismo come fatto necessario che avverrà da parte del proletariato guidato da avanguardie.
Nonostante fosse un socialista democratico, avrà un giudizio positivo per la rivoluzione bolscevica, ma morirà prima dell'avvento dello Stalinismo (1928).
Il suo contributo fu la concezione della presa del potere da parte della classe operaia non attraverso la conquista del potere politico ma attraverso la gestione dell'economia e dei mezzi di produzione, che poteva e doveva essere realizzata in modo pacifico attraverso la cooperazione. Questo è riconosciuto come il maggior contributo originale dato dalla scuola socialista americana.