Ok, ok. Comunque – sarò stupido – questi lego zombie creati da Andrew Bell (DYZPLASTIC.NYC) per la mostra “Back in the Day” io li voglio. Sono giganti, sono decisamente in linea con il retropop ancora per poco molto hype, con la mia nostalgia d’infanzia, col mio gusto per le cazzate…
Spassatevela
d
Forse saprete che la forte (200$) e repentina riduzione dei prezzi di iPhone ha spinto l’amico CEO Stefano Lavori a offrire un buono da 100$ agli ansiosi acquirenti della prima ora onde evitarne le furie…
Circa 800 dipendenti apple, che avevano ricevuto gratuitamente un iPhone aziendale insieme ai primi clienti, hanno pensato che fosse un’idea geniale fare richiesta per questo “rimborso”… ora forse verranno licenziati. (fonte)
A me piace pensare che siano tutti italiani. (via)
…mi trovo ad ascoltare ostinatamente autmn song dei Manic Stret Preachers qualcosa che non va deve esserci per forza, nonostante tutto.
Allora per tirarsene fuori laudi e danze per questo svedese capace di scrivere sul suo sito, con totale naïveté, che gli mp3 dei brani si trovano sul sito dell’eticehtta, o sul peer to peer, scaricateli, non mi interessa, ma se il disco vi piace compratelo…
E poi:
Yeah I got busted
So I used my one phone call
To dedicate
A song to you on the radio
Ma con che coraggio puoi scrivere un pezzo così? Eppure!
d
PS: Incidentalmente, sui Radiohead che vendono il disco al prezzo che fai tu… ok, siete i Radiohead. E sì: ci voleva qualcuno che dimostrasse come chiedere 10 euro per 10 mp3 sia una cazzata. Però siete i Radiohead. Meno tamarrate per favore.
Certo – certo. Ipertrofia e compulsione della cultura pop di oggi e ieri (ma non l’altro ieri) rispetto alla propria cosmogonia e mitografia. Chiaro i bambini di ieri oggi hanno uno stipendio – chiaro. Santificare i già santi della popular music per farsi perdonare l’affossamento delle carriere convincenti sotto tonnellate di culi di Britney Spears e ammiccare agli indie kids – forse. Recuperare i soldi spesi per i video di culi di Britney in ogni modo: merchandise, t-shirts, televisione, dvd. Film, anche. Sicuro.
E tuttavia… cercando di ricordare (io, per altro, non c’ero): Transmission, She’s lost control, Love will tear us apart. Love will tear us apart!!!
E poi: Gondry, si sa; Jonze, Being John Malkovich. Allora perché non Corbijn? (Il suo Work of a director, fra l’altro, ce l’ha)
Insomma il film su Ian Curtis, uno dei pochi di cui si può dire indimenticato senza paura di dir cazzate. Per finir la frase: io lo sto aspettando. L’attacco di She’s lost control all’inizio del trailer – la voce rotta di Sam Riley – quel bianco e nero un po’ da servizio di Dazed and Confused. Il 5 ottobre – da loro. Aspetto – nonostante quello sbandierarsi coolest british movie, quell’elite da jeans Cheap Monday. Fregato – per bene.
La campagna è per un lettore di ebook (o un ebook? ai posteri) detto The reader che non so bene cosa faccia, se sia connesso wireless con un enorme libreria elettronica ecc… ha la caatteristica interessante di usare quel tipo di display in bianco e nero a “memoria solida” che non è illuminato e non dovrebbe stancare gli occhi… boh.
Ebbene ho trovato un sacco di siti/forum/blog/similia di bibliotecari (o fidanzati di bibliotecarie/fidanzate di bibliotecari/fidanzati gay di bibliotecari gay/fidanzate lesbiche di bibliotecarie lesbiche/consorti di bibliotecari e bibliotecarie, di qualunque orientamento sessuale/simpatizzanti della categoria dei bibliotecari/feticisti del catalogo cartaceo/ecc…) che lamentavano l’aggressività di questo slogan, dicendo che magari, se ci fosse stato scritto “even sexier than a librarian”, non si sarebbero offesi.
mah