Archive for February, 2007

Io per me…

Sunday, February 25th, 2007

…probabilemnte sarei anche più d’accordo con anarkanoid, circa il nuovo film di lynch, film che non ho ancora visto, beninteso… tuttavia mi pare corretto riportare l’sms che ho ricevuto ieri sera poco dopo mezzanotte:

…sono al cine a vedere davide lincia. Non finisce più mi stanno spuntando banane nel culo. A a a r g

spassatevela

d

PS: sapete dirmi per quale motivo sul sito di “davide lincia” si vende del caffé da lui firmato?

Splunge essentials #13: Art Lebedev VERBARIUS

Sunday, February 25th, 2007

art lebedev verbarius

Non è la prima volta che questo tizio ci tira fuori delle figate (e continuiamo a sperare che la tastiera optimus entri in produzione), ma questo orologio “Verbarius” meritava un post tutto suo. Semplice blocchetto nero dal sapore kubrickiano, lascia affiorare sulla sua superficie le ore semplicemente scritte in russo, inglese, francese e tedesco, ma, ed è un bel tocco, tramite usb si può aggiungere qualsiasi lingua. Preordinabile a 130 euro o giù di lì… (via)

Ah, e già che ci siamo, date un’occhiata anche a questo

spassatevela

d

Sarebbe notizia vecchia…

Friday, February 23rd, 2007

mah... …ma non credo che il mio pubblico sia un granché dentro all’ambiente della grafica e della tipografia italiana, per cui ecco il logo che ha vinto il concorso per essere il marchio turistico dell’italia… rimando ai link di qui sopra (soprattutto qui) per analisi dettagliate del motivo per cui fa schifo (comunque 4 font per 6 caratteri, bandiera invertita, forma irriconoscibile – i responsabili, ben pagati, credo). Ora va bene che Mirò a noi non ce lo fa, perché tra l’altro è morto, però insomma…

vabbé

d

Mah…

Thursday, February 22nd, 2007

Oh minchia è caduto il governo, zioffà! Cosa ne pensa la comunità dei blogger?
Ok Nerone, riconsegnare il paese alle destre sarebbe criminale, ma riusciamo ad essere davvero, davvero tristi per le sorti di questo esecutivo? Speriamo solo non si alleino con casini…
Nota di servizio #1: ormai lo spam è a livelli folli, non posso ricontrollare i risultati del filtro, se un commento si cancella fatemelo sapere in qualche modo.
Nota di servizio #2: quota 10001 visite… moet chandon, ciascuno a casa sua però.

Canzone che ho in testa da stamattina: Comfortably numb, Pink Floyd (i link mi sembrano decisamente superflui)

Frase del giorno (mia, di ieri, non c’entra niente col governo): l’illuminismo non fa prigionieri.

vabbé, spassatevela se potete

d

PS: Nerone, comunque prima di parlare di sinistra vai a lavorare, che sei peggio di alberto sordi.

C’è fiacca, eccome se c’è fiacca

Tuesday, February 20th, 2007

accennando di sfuggita al fatto che d’ora in poi se mi mandate un link via sms in orario di lavoro sarebbe il caso di evitare quelli con gran dispiego di zinne, o almeno di avvisare, vengo incontro all’esigenza dettata dal buon senso di modificare un po’ lo snap preview: ora la thumb del sito collegato appare solo andando sul fumettino, e in più solo dopo che avrete attivato la funzione (in basso, in basso, a destra, lì)… ho pure messo di nuovo il coso di last.fm…
mah…

lavorare stanca? prima di tutto sembra prendersi la voglia

d

Ancora una volta in ritardo…

Monday, February 12th, 2007

…sui tempi massimi concessi a uno che ritenga di amare il cinema. Oggi recupero Altman.
the long goodbye
perché alla fine America oggi è un bel film, certo, ma non riuscivo proprio a capire perché uno dovesse prendersi la briga di vedere qualche altro film di Altman, visto che Pret à porter, insomma, tanto valeva mi fossi fermato all’esaltatissimo servizio di mollica, che poi era tutto su sofia loren. E m.a.s.h., pure, era bello ma non mi aveva entusiasmato… problemi miei, come al solito.

Però grazie a R. Chandler e Elliott Gould mi sono fidato di questo “The Long Goodbye“… che film, cazzo, che film. Forse sapete come sono i romanzi di Chandler, o i film normali su Marlowe, qui però siamo nei ’70 americani più ’70 americani immaginabili, Elliott Gould è un Marlowe come al solito disilluso, scornato, sigaretta perenne, ma Marlowe è un Elliott Gould magro e sbruffone, che la notte non gioca a scacchi da solo e non si sbronza, ma va al drugstore per comprare da mangiare al gatto, che non seduce più di quanto non sia sedotto, agisce (naturalmente alla marlowe) poco, quando gli serve, è più spesso spettatore, trascinato fra gli altri e dagli altri personaggi, al punto da rinunciare – quasi – al privelegio noir/marlowiano per ecellenza, quello di essere voce narrante della propria storia. Dietro a questo una regia che non perde un colpo (che forse rivela i suoi anni ma li porta bene come una ford mustang) e soprattutto un uso della colonna sonora magistrale: la (bella) canzone di John Williams e Johhny Mercer che prende il titolo dal film si presenta di volta in volta arrangiata in modo diverso, diversamente interpretata, diversamente giustificata per la narrazione, un ritorno dell’uguale affascinante ed efficacissimo. Interpretazioni ottime degli altri interpreti (su tutti Sterling Hayden, ottimo anche Henry Gibson, il capo nazista dei Blues Brothers), belle atmosfere, qualche donna nuda o seminuda, ma lasciata per lo più in disparte, moltissima ironia.

un posto nella lista dei noir imperdibili non glielo toglie nessuno, anzi forse mi ha convinto ad iniziarla davvero, una lista.

it.wikiimdb – trailer, così sentite la canzone:

spassatevela

d

PS: ah, c’è pure schwarzenegger

Ma allora si stava davvero meglio…

Sunday, February 4th, 2007

..negli anni ’80? Perché insomma, oggi, secondo voi, lo farebbero un film in cui il cattivo è un vescovo (cattolico, nemico dell’amore e della gioventù) che alla fine viene con gran giubilio generale ucciso durante una funzione in cattedrale? Io non ne sarei così sicuro…

il film (grazie italia uno) è naturalmente Ladyhawke (girato in italia, non si finisce mai d’imparare – ah ma lo sanno tutti – io pure lo dicevo per quelli che no), che è del 1985

nel frattempo a topolinia… ovvero

Scene da una futura commedia a basso costo di cui sarò più comprimario che altro #2

oo4 (figo!).jpgInterno giorno – In un bar con libreria

Il comprimario si siede, ordina un cappuccino. Al tavolino accanto al suo, due clienti, sulla quarantina, commerciali di qualche ditta, o venditori d’auto, cose così, a prima vista. Uno dei due tiene in mano un libro, come per soppesarlo. È indeciso se acquistarlo o meno. Si tratta della Trilogia di Oriana Fallaci.

cliente 1: Mmm… bello bello, però… se vuoi la rabbia e l’orgoglio, te lo do e mi prendo questo… però trenta euro…
cliente 2: Dai posalo…
cliente 1: Vabbé… se era Marx però me lo facevi comprare.

Dopo un po’ di indecisione se ne vanno. Intanto entra un gruppetto di stranieri. Il comprimario cerca con un’ostinazione fuori luogo il cofanetto della fallaci sugli scaffali. Non lo trova. In televisione Enrico Ruggeri ad un programma di calcio si lamenta di come i ragazzi uccisi alle manifestazioni, che per carità compassione anche per loro… però loro diventano eroi, i poliziotti uccisi invece non li ricorda nessuno. La barista spegne la tv e accende la radio. Mentre il comprimario esce partono le note di “primavera a sarajevo“.

spassatevela

d

PS: il file della foto di ruggeri l’ho preso dal suo sito, e non l’ho rinominato. Si chiama 004 (figo!).

A guardarlo in faccia…

Saturday, February 3rd, 2007

egocentrismo

A guardarlo in faccia, il lavoro, non è brutto come lo dipingono… rispondendo a coloro che hanno espresso nei commenti solidarietà, curiosità, e più sinceramente incredulità, ebbene sì, lavoro. E le condizioni sono, come è tipico delle amministrazioni pubbliche, draconiane. Il primo giorno sono riuscito ad ottenere di uscire prima, comunque… mi occupo, su indicazione precisa dei miei superiori, di acclimatarmi. Non so se ce la farò.

orientalismo

animatus
(immagine di arario gallery)

Intanto, invito i torinesi o coloro che possono esserlo transitoriamente, a fare una visita alla fondazione sandretto per la mostra alllooksame?, dedicata ad artisti contemporanei (direi anche emergenti, ma non so) di cina, corea e giappone. Mille le figate, come era ovvio aspettarsi dai popoli in questione… tra i miei preferiti: il mitico Lee Hyung-ko, con un paio di sculture della serie Animatus, ovvero scheletri di animali dei cartoni disney e warner (autore anche di un casco con lenti mobili che deformano i tratti del volto…), Fukaya Etsuko, con un paio di incisioni incredibili, Choi Ho-Chul, fumettista dal gusto urbano maniacale… tutta la mostra comunque non è male (ovviamente vale il principio dell’arte contemporanea: se non ti piace non lamentarti e non buttarti giù, perché in fondo non c’è niente da capire), e assurge a obbligatoria se siete in possesso di tessera musei o se andate giovedì sera, che è gratis. Ah, finisce l’11 febbraio.

egocentrismo#2

novità su splunge!: finalmente si può tornare alla homepage cliccando sullo header (grazie, grazie, grazie vermario), c’è il display di flickr (chiuso!) e un paio di link alle mie gallerie sul suddetto (aggiornata) e su polanoid

basito ..e fosse il primo

egocentrismo#3

in questi minuti n cui ho scritto il post, circa 10 spam, tutti sul post della compilation… mah!

saluti

spassatevela

d

A sapere il tedesco…

Thursday, February 1st, 2007

lo zero come cosa…forse sarebbe più evidente come questo “museo della cosa” (delle cose?) sia semplicemente geniale, ma tant’è.
non cè nulla di più compiuto di un museo delle cose. è perfetto, geniale, incantevole. una sezione “cosa del giorno” (Ding des Monats) vi permette di dare un’occhiata…
berlino, mi toccherà proprio fare un salto… (via)

spassatevela e conservate

d

PS: a lato, “die Null als Ding”, lo zero come cosa, fantastico
PPS: agli amici o all’amico che mi ha spaccato il vetro della macchina: non ti dico “spero che tu muoia” perché sono andato a scuola dai preti, e in più mi sembra sproporzionato, ma spero che ti si rompano i vetri di tutto quello che possiedi, finestre di casa, finestrini della macchina, fari della macchina, specchietti della macchina, (fari del motorino, specchietti del motorino, della bici, della moto, del muletto, del trattore), vetro dell’orologio, lenti degli occhiali, siringa se ti buchi (anche se ora sono di plastica), contenitore dell’urina se devi fare un esame, schermo del computer o del televisore, display del telefonino, del videoregistratore, del dvd, dello stereo, di tutti gli apparecchi con display che possiedi, led, specchi tutti quelli che trovi, lenti di ingrandimento se collezioni francobolli, teche in vetro per le tue collezioni di francobolli, sportelli di vetro di tutti i mobili, mobiletti, stipi, piastre a induzione se ce le hai in cucina, piano in cristallo del tavolo porta-tv, della scrivania, del tavolino da caffé di tutti i tavoli con piano in vetro che hai, lampadine, neon, vasi di vetro, bicchieri, tupperware o frigoverre che siano, barattoli di vetro di conserve della nonna, di conserve comprate, bottiglie di birra, bottiglioni di vino, bottiglie d’acqua o di liquori di chinotto se compri il chinotto in bottiglia, barattoli dello yoghurt di marca, piano di vetro del frigo quello in basso sopra il cassetto per le verdure, animaletti di vetro soffiato se collezioni animaletti, loro teche, murrine, animaletti di swarovski, loro teche, cristalli swarovski se ne hai da qualche parte, lampadari di cristallo, pendenti dei lampadari, vetri delle cornici con le foto di tua mamma, di tuo papà, fratello, sorella, cane, amici, squadra di calcetto delle medie che non avete vinto anche se ci siete andati vicino, vetri delle macchinine di quand’eri piccolo, perché è vero che non ti riduci a un reato, sei una persona, però eccheccazzo cosa speravi di trovare nel cassettino? davvero c’è gente che ci tiene il frontalino? il bancomat coi codici? ma vaffanculo!