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Archive for the 'silver screen' Category

Film che ho visto di recente - ovvero dell’occidente imbambolato

Sunday, January 25th, 2009

Di recente ho visto Vicky Christina Barcelona, in sala, lo ripassavano al Massimo per la rassegna di cinema in lingua. Certo è un Allen minore, forse anche un filmetto. Certo è un po’ troppo evidente lo spot al turismo catalano, l’europa caricaturale. Certo lo hype attorno al triangolo Bardem/Cruz/Johansson potevano evitarlo. Certo sembra che Woody si sia concesso uno svago, un hobby produttivo ma pur sempre un hobby.
Certo, soprattutto, si ha l’impressione che i personaggi siano mossi di qua e di là dalla voce narrante, non siano abbastanza solidi per la sceneggiatura.
Ma se si decide di concedergli attenzione, il film è gradevole, e forse Vicky e Christina sono preda di uno script - comunque debole - perché sono preda di tutto, di se stesse, degli eventi, della loro mancanza di coscienza di sé, e soprattutto della loro bambagia milionaria. Come se per una volta l’assoluta indifferenza (di molto cinema americano, apparentemente anche di questo) verso qualsiasi tema in una pessima parola “sociale” si facesse parlante e operante nella narrazione: il film è come i suoi personaggi, del tutto preda delle proprie stereotipe immagini di sé, privi della forza di staccarsene anche quando la vita gli mette davanti altre strade e occasioni.
Perché nessuno “fa” niente. Ogni risultato è ottenuto grazie ad amici, parenti, padri. Chi lavora (gli uomini) muove soldi al computer e parla per lo più di home theatre e arredamento. L’artista è forse un plagiatore, il poeta si rifiuta di pubblicare. Le mogli sono solo mogli, e senza vaghezza lo affermano. Christina si accompagna agli artisti, sente di avere “tanto da esprimere” ma non arriva mai al dunque. L’unica a mettere in moto le cose è Maria Elena, un personaggio disfunzionale, pericoloso, instabile, che di fatto ispira le opere degli altri (del pittore Bardem, del padre poeta, di Christina) ma che non può che restare un episodio: chi le resta accanto mette in pericolo la propria vita - rischia la morte, o peggio il cambiamento.
La voce narrante allora tira le somme. Si sbriga dove i personaggi vorrebbero indugiare nelle loro malinconie, nei loro problemi da adolescenti, nel loro ripetersi un autoritratto ricopiato da un romanzetto o dalla biografia di un cantante. Enuncia le loro banalità - sulla vita, sulla morale, sull’Europa così “libera” - e le manifesta come tali.
La voce narrante, che dice così poco, dice in fondo che Vicky e Christina sono impantanate nella loro vita - lo dico anche se le idelogie sono finite - borghese, senza nemmeno esserne consapevoli o partecipi come gli insulsi mariti.
Perché l’errore di Vicky come di Christina è di credersi protagoniste, degne di attenzione per quello che sono e non per quello che fanno. E così non trovano niente di degno “da fare”, e non fanno niente. Vicky e Christina sono la stessa persona, che non sa agire e nemmeno si accorge di esserne incapace, e si racconta una storia qualsiasi (che sia una storia di fuga o di realizzazione nella tranquillità borghese) per rendersi intressante o per dimenticarsi di non esserlo.
Quella voce dice, anche, che è inutile fargliene una colpa, che questi sono fatti, che il bovarismo è una malattia come un’altra, incurabile.
E questo Allen amorale e asciutto, devo dirlo, mi piace, anche se le vette di Crimini e Misfatti sono lontane.

Ho anche visto They Live di John Carpenter. Non credo che il film abbia bisogno di presentazioni - se sì: in un’america preda della crisi un operaio piuttosto scemotto scopre che le elite sono in realtà alieni che attraverso il segnale televisivo indottrinano l’umanità all’ubbidienza e al consumismo stile panem et circeses, questi alieni e i loro messaggi sono visibili solo attraverso lenti speciali, grazie alle quali lo scemotto si sveglia, si unisce alla rivolta e naturalmente sconfigge il male. Scaricatelo compratelo vedetelo è anche divertente. La scena in cui il ragazzone osserva i cartelli “smascherati” è una figata - per non parlare dell’ultima. Una fantascienza da manuale (di anticapitalismo) che soffre di uno svolgimento della trama un po’ troppo schiavo dell’idea, ma oggi, dopo le considerazioni di cui sopra, mi sento di perdonargli l’entusiasmo. E l’apparato di indottrinamento OBEY - CONFORM - CONSUME - MARRY AND REPRODUCE mi sembra più che mai necessario svelarlo. Non fosse che ormai ad avere la faccia strana e gli occhi a specchio probabilmente siamo tutti.

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2008

Thursday, January 1st, 2009

Dischi, in ordine quasi sparso

  • Cat Power - Dark End of the Street EP
  • Fleet Foxes - Fleet Foxes
  • Los Campesinos - Hold On Now, Youngster…
  • Vivian Girls - Vivian Girls
  • Beck - Modern Guilt
  • Sigur ros- Með suð í eyrum við spilum endalaust
  • Offlaga Disco Pax - Bachelite
  • Bon Iver - For Emma, Forever Ago
  • Lightspeed Champion - Falling Off The Lavender Bridge
  • Micah P. Hinson - Ad The Red Empire Orchestra
  • Vampire Weekend - Vampire Weekend

(Menzioniamo almeno la copertina di The Last Shadow Puppetts - The Age Of the Understatement)

Film, in ordine sparso:

  • Non è un paese per vecchi
  • The Darjeeling Limited
  • In Bruges
  • Tropic Thunder
  • Wall-E
  • Be Kind Rewind

Letture rade, ma fra glialtri Fred Vargas, Michael Chabon e Flavio Santi; Kevin Huizenga, Daniel Clowes e Mike Mignola fra i fumetti.

La mostra di Avedon a Milano.

Buon anno ragazzi.

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R.I.P. Sidney Pollack

Tuesday, May 27th, 2008


È morto Sidney Pollack. I Tre Giorni Del Condor l’avrò visto dieci volte, e non conosco film di spionaggio che reggano il confronto.
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PS: chissà se questo blog tornerà a essere altro da un cimitero online…

Alla fine

Friday, January 11th, 2008

grazie ai lungimiranti distributori italiani, Control di Anton Corbijn non lo vedremo in sala (certo però ci sarà “Lars and the real girl”, il marchettone del TFF… mmm sto diventando astioso… avrei fatto volentieri il cambio, anche e soprattutto al festival, comunque). Passiamo oltre. Del film avevo già parlato, potete vedervi il trailer sul vecchio post o sul sito. Poi: un paio di difetti ci sono, il bianco e nero in post-produzione (perché altrimenti c’era troppa grana sulla pellicola… ma daaaiii!), la scena dell’ipnosi (mah!), una certa eccessiva fiducia nelle capacità della camera fissa. E aggiungo: grazie alla lungimiranza dei distributori mi son dovuto arrangiare (di quell’arrangiarsi a base di adsl…), per cui il bianco e nero non ne è uscito proprio bene…
E ora: bella regia “insistente”, bella fotografia, bella sceneggiatura senza pleonasmi né visibili omissioni (ed è difficile per un biopic), attori bravissimi (suonano e cantano i pezzi, fra l’altro…), colonna sonora -ovvio- molto bella, atmosfera cupa, angoscia che resta anche dopo un paio di giorni…
Resta la voglia di leggere 24 hours party people e di trovare il 7″ di An Ideal For Living.
Cercate di vedere questo film
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Celebrity and reputation are two different things.

Friday, December 7th, 2007

Ammetto ogni pregiudizio. Tuttavia questo TFF sciapo e al di sotto delle aspettative (di chi qualcosa di buono si aspettava) non è piaciuto anche ad altri, più distaccati osservatori. Segnalo (su segnalazione) una lucida analisi britannica che invito a leggere per intero seguendo il link…

Moretti may like moderating public conversations with the likes of Wim Wenders and Francesco Rosi, but his questions are longer than their answers. Is Moretti serving the festival or is the festival serving Moretti?

(da The Guardian)

Spassatevela finché potete
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E così…

Thursday, November 8th, 2007

moretti
…ieri, 7 novembre 2007, è stata presentata la venticinquesma edizione del torino film festival.
Al cinema Nuovo Sacher, a Roma.
Meno male che hanno fattto fuori i baroni da questo festival. E già la differenza si sente: scomparsa la sezione detour, meno accrediti alle associazioni, la presenza di Tinto Brass annunciata…
ci vedremo, nonostante tutto, in sala
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dance, dance, dance, dance, dance to the radio

Saturday, October 6th, 2007

Certo - certo. Ipertrofia e compulsione della cultura pop di oggi e ieri (ma non l’altro ieri) rispetto alla propria cosmogonia e mitografia. Chiaro i bambini di ieri oggi hanno uno stipendio - chiaro. Santificare i già santi della popular music per farsi perdonare l’affossamento delle carriere convincenti sotto tonnellate di culi di Britney Spears e ammiccare agli indie kids - forse. Recuperare i soldi spesi per i video di culi di Britney in ogni modo: merchandise, t-shirts, televisione, dvd. Film, anche. Sicuro.
E tuttavia… cercando di ricordare (io, per altro, non c’ero): Transmission, She’s lost control, Love will tear us apart. Love will tear us apart!!!
E poi: Gondry, si sa; Jonze, Being John Malkovich. Allora perché non Corbijn? (Il suo Work of a director, fra l’altro, ce l’ha)
Insomma il film su Ian Curtis, uno dei pochi di cui si può dire indimenticato senza paura di dir cazzate. Per finir la frase: io lo sto aspettando. L’attacco di She’s lost control all’inizio del trailer - la voce rotta di Sam Riley - quel bianco e nero un po’ da servizio di Dazed and Confused. Il 5 ottobre - da loro. Aspetto - nonostante quello sbandierarsi coolest british movie, quell’elite da jeans Cheap Monday. Fregato - per bene.

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Control - (again) - (and again) - Touching from a distance - Joy Division

Che ci resta da fare…

Sunday, August 26th, 2007

Stando a Torino altri due giorni in attesa della sostituzione del vetro della macchina (sempre lo stesso ma rotto per la seconda volta, il giorno dopo la sua sostituzione, alle tre/quattro di pomeriggio in corso san maurizio, stavolta… risparmiatevi i commenti sui nemici e le maledizioni, grazie - e di nuovo auguro la rottura di ogni vetro presente nella vita dei rompitori, e di nuovo mi chiedo MA COSA CAZZO PENSAVI DI TORVARE?), bloccati a torino anche nell’unica possibile settimana di vacanza, dicevo, che si può fare se non andare al cinema?
Così mi son visto Hot Fuzz, della squadra Edward Wright, Simon Pegg e Nick Frost, già autori di quel fantastico film di zombie a registro comico che è L’alba dei morti dementi… squadra a cui io tributo ormai una fiducia assoluta circa il cinema comico parodistico. Il protagonista di Hot Fuzz (fuzz sta per polizia, ma vuol dire scompigliato, o giù di lì) è l’agente Angel (Simon Pegg, anche co-sceneggiatore), relegato dai superiori nel paese più tranquillo d’inghilterra, Sanford. Qui si affiancherà a Danny Butterman (Nick Frost), goffo agente fanatico degli action movie americani, e scoprirà, naturalmente, che non tutto è come sembra… La trama non poteva essere che un pretesto per mettere in ridicolo, anche citandoli esplicitamente tramite l’appassionato collezionista di dvd Butterman, i luoghi comuni del cinema d’azione, e devo ammettere che la cosa riesce perfettamente, si ride molto e di gusto… quindi è possibile fare dei film parodia senza che siano vanzina/neri parenti o scary movie… mah?

Appunto per una futura commedia a basso costo ecc…

Tornando dal mercato, il comprimario vede un gruppetto di pensionati accanto ad una macchina. Per via di sue esperienze recenti crede che parlino di un deflettore rotto. Uno dei pensionati crea una lunghezza virtuale fra gli indici delle mani, e la mantiene agitandosi, rendendo questa spanna e mezza evidente argomento di converazione. Il comprimario si avvicina per ascoltare.

Misuratore: Dì, parqué al Montezemolo a l’ha l’usel lungh parej… mol! (Guarda che Luca Cordero di Montezemolo ha un pene della lunghezza - una spanna e mezza - che sto indicando, da molle!)

Spassatevela

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R.I.P. Michelangelo Antonioni

Tuesday, July 31st, 2007

Does it make any sense now?

Ieri è morto Michelangelo Antonioni. Aveva 94 anni. Il cinema l’aveva perso da tempo, ma questo non c’impedisce di rimpiangerlo.

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R.I.P. Ingmar Bergman

Monday, July 30th, 2007

Ingmar Bergman è morto ieri 29 luglio 2007, all’età di 89 anni. Chiunque potrà trovare dei film da amare, fra i molti che ha girato. Io scelgo il “Il Posto delle Fragole“, senza vergognarmi di essere banale.
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