Archive for the 'gutemberg' Category
2008
Thursday, January 1st, 2009Dischi, in ordine quasi sparso
- Cat Power – Dark End of the Street EP
- Fleet Foxes – Fleet Foxes
- Los Campesinos – Hold On Now, Youngster…
- Vivian Girls – Vivian Girls
- Beck – Modern Guilt
- Sigur ros- Með suð í eyrum við spilum endalaust
- Offlaga Disco Pax – Bachelite
- Bon Iver – For Emma, Forever Ago
- Lightspeed Champion – Falling Off The Lavender Bridge
- Micah P. Hinson – Ad The Red Empire Orchestra
- Vampire Weekend – Vampire Weekend
(Menzioniamo almeno la copertina di The Last Shadow Puppetts – The Age Of the Understatement)
Film, in ordine sparso:
- Non è un paese per vecchi
- The Darjeeling Limited
- In Bruges
- Tropic Thunder
- Wall-E
- Be Kind Rewind
Letture rade, ma fra glialtri Fred Vargas, Michael Chabon e Flavio Santi; Kevin Huizenga, Daniel Clowes e Mike Mignola fra i fumetti.
La mostra di Avedon a Milano.
Buon anno ragazzi.
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Periodo di libri gialli…
Thursday, August 16th, 2007
…e non nel senso di polizieschi, ma quanto al colore delle copertine. Appena finito questo Bad Monkeys di Matt Ruff, a metà fra l’anamnesi di una schizofrenia e una versione iperpop di Fight Club (più pop?). Il libro si legge volentieri, la storia dell’organizzazione segreta che combatte il male è divertente, e la schizofrenia è evidente e ben mescolata alla narrazione, al punto da costringerti a giocare secondo le sue regole… il problema è che anche Matt Ruff le accetta queste regole, e abbastanza di punto in bianco, nel momento in cui ne accerta le origini. Se voleva intendere un rifiuto della voce narrante di affrontare la realtà non gli è riuscito, perché il lato avventuroso del racconto fantastico prende decisamente il sopravvento anche nell’attenzione di chi legge. Comunque, si legge in fretta e mi sento di consigliarlo fino al 27 agosto… (per inciso, qualcuno ne ha anche compilato una colonna sonora).
Ora invece, attirato da questo bel pikachu rosso in campo solare, leggo questo visionario Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente, di Viktor Pelevin, e fino a pagina 100 lo consiglio a tutti in qualsiasi periodo dell’anno…
Nel frattempo, a topolinia… mi hanno per la terza volta aperto la macchina (per la terza volta non trovando un cazzo, stronzi). A questi ignoti rompitori di finestrino, criminali fra le sei e le sette di pomeriggio di un 14 agosto qualsiasi (e io dove lo trovo uno stronzo che mi ripari il vetro a ferragosto, stronzi?) in piazza carlina, a una quarantina di metri dal piantone della caserma che vide la nascita dell’arma dei carabinieri, piantone più miope della caserma a questo punto, a questi malfattori, dicevo, auguro le stesse cose che già augurai agli altri.
Appunto per una futura commedia ecc…
Piazza Carlina, le 11 di sera. Il comprimario è anccora infastidito dal fatto che gli hanno spaccato il vetro della macchina, poche ore prima. In piazza c’è la chiesa ortodossa rumena. È in corso una processione attorno alla piazza, cioè intorno al monumento di cavour, e la cosa acquisisce subito un altro sapore.
Anziana sconosciuta: Cosa sono, mormoni?
Amica del comprimario: Sono ortodossi, mormoni è un’altra cosa.
Anziana sconosciuta: Ortodossi sì, ma sono mormoni?
Now Listening
In uno struggimento di rock’n'roll:
Violent Femmes – Violent Femmes – 1982
Wire – Pink Flag – 1977
Orange Juice – The Glasgow School – 2005 (raccolta)
Spassatevela
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Un oscuro scrutarsi
Monday, May 28th, 2007
Nel 1977 un Philip Dick piuttosto incline alla paranoia scrive A Scanner Darkly, storia di dipendenza, identità, doppiezza, allucinazione, paranoia (appunto), psicosi, droga, intrighi irrisolvibili, intrighi risolti, marchingegni (pochi, la fantascienza è decisamente soft qui), disperazione, potere… È la storia di Fred/Bob Arctor, poliziotto dell’antinarcotici infiltrato, spacciatore, drogato lui stesso, del disgregarsi della sua identità per via dei danni cerebrali causati dalla droga (Sostanza M – Morte), dello stritolamento sacrificale a cui è destinato dalla dipendenza, dalla società, da se stesso. Il libro non può mancare a quelli che amano Dick, a quelli che leggono di droga e controcultura, a chi ama la fantascienza, i ’70 o i ’60, o semplicemente la buona letteratura (anche se, sia chiaro, non è la finezza di stile che si cerca in Phil K. Dick). Leggetelo, lo edita Fanucci; oggi parliamo del film.
Lasciando perdere l’abituale difetto congenito che vedi in tutti i film tratti da libri appena letti, la realizzazione filmica tramite il rotoscope mi ha esaltato (passi da gigante rispetto a Waking Life…). Avendo sancito che questa tecnica non impedisce di valutare la recitazione degli attori, ecco il mio plauso al cast: Keanu Reeves è decisamente in parte (forse il più penalizzato dall’adattamento), buona Winona Ryder, ma eccezionali Woody Harrelson, Rory Cochrane (espressionista, quasi caricaturale ma bravissimo) e il mitico Robert Downey Junior (che con la sua bella storiella di droga non poteva non essere perfetto per il ruolo dell’intricato Jim Barris). Richard Linklater fa un buon lavoro alla regia, ma io ammiro soprattutto gli animatori (18 mesi di lavoro), cui forse ogni tanto è demandato il compito di reggere le sorti del film… la trama è naturalmente un po’ più ellittica rispetto al libro, e virata sul politico: esplicita il tema del controllo totale, abbastanza defilato nel libro, e introduce una guerra che giustifica questo controllo… ricorda nulla? (sito ufficiale e trailer)
Un paio di parole dalla conclusione del romanzo, le ultime, una dedica che segue un lungo elenco di caduti della generazione psichdelica:
In Memoriam. Questi sono stati i miei compagni; non ce ne sono stati di migliori. Restano nella mia memoria e il nemico non sarà mai perdonato. Il ‘nemico’ è stato il loro errore durante il gioco. Che possano tutti loro giocare ancora, in qualche altro modo, e che siano felici.
fantascienza über alles
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PS: Negli extra del dvd, fra l’altro, c’era un bel making of con intervista d’epoca a Phil Dick, che si trova fra l’altro su youtube, e vi consiglio di darci un’occhiata.

