About 2009
January 19th, 2010in short, and in no particular order: Animal Collective (Merrywater Post Pavillion), Bon Iver (Blood Bank EP), The Pains of Being Pure at Heart (The Pains of Being Pure at Heart), Fiery Furnaces (I’m Going Away), St. Vincent (Actor), Sonic Youth (The Eternal), Girls (Album), Danger Mouse & Sparklehorse (Dark Night Of The Soul), The Antlers (Hospice), e soprattutto, nostalgie o meno Dinosaur Jr. (Farm)
poi molto jazz, molti fumetti, una casa nuova invasa di vinile, il concerto di Jonathan Richman
buon anno ragazzi
Spam: They’re not even trying anymore
November 8th, 2009Ricevo e pubblico (cancello il numero perché ho anche amici stupidi):
You are the winner of $1 Million Dollars in the Global Alliance foundation “End Of Year Grant”
Call Mrs Ruth on (+447031xxxxxx) or reply to this notice for details.—Foundation Award Committee
RIP Jim Carroll
September 14th, 2009
Wicked wicked wicked wicked gravity
Non che dobbiate saperlo
April 21st, 2009
…ma questi cosi sono dei mezzi robottini brontosauri si chiamano Pleo. Li vendevano piuttosto cari da fnac e simili. Andavano vicino a una finta foglia e facevano finta di mangiarla. Sbattevano gli occhi. Erano in un recinto per dinosaurini di gomma, ma erano sempre spenti perché i tamarri andavano a disturbarli e poi si rovinavano e non potevano più venderli per nuovi, dopo. Una volta ho anche visto una guardia giurata che litigava con un tamarretto giovane, per via dei dinosaurini; aveva il tono del professore delle medie ma fuori da scuola il tamarro si sentiva ultrapotente e poi aveva già tipo 15 anni.
Ora la ditta che li produce è fallita, la crisi non risparmia nessuno. Ne avevano venduti circa 100000. CENTOMILA.
Centomila stronzi brontosauri di gomma con la palpebra mobile in giro per il mondo.
spassatevela
d
NOW LISTENING: The Muslims (aka The Soft Pack) - ST - 1928 Recordings
18 aprile - Record Store Day
April 16th, 2009
Naturalmente se fossimo negli Stati Uniti. Là mille uscite celebrative, una valanga di 7″ e LP, live inedito dei Pavement dalla Matador tanto per dirne una. Una lista non ufficiale la trovate qui, bella grassoccia, una più snella, esclusivamente vinilica e ufficale qui, con perle di inutilità come il Black Album in edizione 4×12″ a 45 giri, grammato per audiofilia spinta. Quasi tutte le etichette interessanti fanno uscire qualcosa comunque, in distribuzione esclusiva presso i negozi di dischi, no internet, no fnac. Fatevi un giro per la rete per informarvi, e poi andate a salutare il buon vecchio spacciatore di vinile/CD. Sarà un pomeriggio piacevole.
spassatevela
d
PS: Now Listening: Vaselines - Way of the Vaselines
PPS: (scaricato)
Update: la lista completa è qua.
Naturalmente
March 19th, 2009
Visualizzazione ingrandita della mappa
Naturalmente appena ho visto che hanno attivato streetview a torino ho dovuto vedere se riconoscevo qualcuno per fargli magari causa, ma a quanto pare il software di riconoscimento/sfocatura volti funziona, almano sui manichini.
Spassatevela
d
PS: qui zoom in per i pigri
Touch And Go - Senza parole
February 22nd, 2009La Touh and Go annuncia di voler rinunciare alla pubblicazione di nuovi dischi e artisti, nonché alla distribuzione di altre etichette. Forse non vi viene in mente ma è l’etichetta di June of 44, Don Caballero, Slint, Shellac, Big Black, Ex, Black Heart Procession, Blonde Redhead, Calexico, Dirty Three, TV on the Radio… sono messi male adesso, e quindi si fanno da parte, dedicandosi al solo catalogo retrospettivo.
Non so dire perché ma è un brutto colpo per me, e credo non solo.
Di più su Pitchfork, compresa una lista dei 25 dischi essenziali dell’etichetta (magari se li scaricate tutti e 25 compratene almeno uno).
Spassatevela
D
Film che ho visto di recente - ovvero dell’occidente imbambolato
January 25th, 2009Di recente ho visto Vicky Christina Barcelona, in sala, lo ripassavano al Massimo per la rassegna di cinema in lingua. Certo è un Allen minore, forse anche un filmetto. Certo è un po’ troppo evidente lo spot al turismo catalano, l’europa caricaturale. Certo lo hype attorno al triangolo Bardem/Cruz/Johansson potevano evitarlo. Certo sembra che Woody si sia concesso uno svago, un hobby produttivo ma pur sempre un hobby.
Certo, soprattutto, si ha l’impressione che i personaggi siano mossi di qua e di là dalla voce narrante, non siano abbastanza solidi per la sceneggiatura.
Ma se si decide di concedergli attenzione, il film è gradevole, e forse Vicky e Christina sono preda di uno script - comunque debole - perché sono preda di tutto, di se stesse, degli eventi, della loro mancanza di coscienza di sé, e soprattutto della loro bambagia milionaria. Come se per una volta l’assoluta indifferenza (di molto cinema americano, apparentemente anche di questo) verso qualsiasi tema in una pessima parola “sociale” si facesse parlante e operante nella narrazione: il film è come i suoi personaggi, del tutto preda delle proprie stereotipe immagini di sé, privi della forza di staccarsene anche quando la vita gli mette davanti altre strade e occasioni.
Perché nessuno “fa” niente. Ogni risultato è ottenuto grazie ad amici, parenti, padri. Chi lavora (gli uomini) muove soldi al computer e parla per lo più di home theatre e arredamento. L’artista è forse un plagiatore, il poeta si rifiuta di pubblicare. Le mogli sono solo mogli, e senza vaghezza lo affermano. Christina si accompagna agli artisti, sente di avere “tanto da esprimere” ma non arriva mai al dunque. L’unica a mettere in moto le cose è Maria Elena, un personaggio disfunzionale, pericoloso, instabile, che di fatto ispira le opere degli altri (del pittore Bardem, del padre poeta, di Christina) ma che non può che restare un episodio: chi le resta accanto mette in pericolo la propria vita - rischia la morte, o peggio il cambiamento.
La voce narrante allora tira le somme. Si sbriga dove i personaggi vorrebbero indugiare nelle loro malinconie, nei loro problemi da adolescenti, nel loro ripetersi un autoritratto ricopiato da un romanzetto o dalla biografia di un cantante. Enuncia le loro banalità - sulla vita, sulla morale, sull’Europa così “libera” - e le manifesta come tali.
La voce narrante, che dice così poco, dice in fondo che Vicky e Christina sono impantanate nella loro vita - lo dico anche se le idelogie sono finite - borghese, senza nemmeno esserne consapevoli o partecipi come gli insulsi mariti.
Perché l’errore di Vicky come di Christina è di credersi protagoniste, degne di attenzione per quello che sono e non per quello che fanno. E così non trovano niente di degno “da fare”, e non fanno niente. Vicky e Christina sono la stessa persona, che non sa agire e nemmeno si accorge di esserne incapace, e si racconta una storia qualsiasi (che sia una storia di fuga o di realizzazione nella tranquillità borghese) per rendersi intressante o per dimenticarsi di non esserlo.
Quella voce dice, anche, che è inutile fargliene una colpa, che questi sono fatti, che il bovarismo è una malattia come un’altra, incurabile.
E questo Allen amorale e asciutto, devo dirlo, mi piace, anche se le vette di Crimini e Misfatti sono lontane.
Ho anche visto They Live di John Carpenter. Non credo che il film abbia bisogno di presentazioni - se sì: in un’america preda della crisi un operaio piuttosto scemotto scopre che le elite sono in realtà alieni che attraverso il segnale televisivo indottrinano l’umanità all’ubbidienza e al consumismo stile panem et circeses, questi alieni e i loro messaggi sono visibili solo attraverso lenti speciali, grazie alle quali lo scemotto si sveglia, si unisce alla rivolta e naturalmente sconfigge il male. Scaricatelo compratelo vedetelo è anche divertente. La scena in cui il ragazzone osserva i cartelli “smascherati” è una figata - per non parlare dell’ultima. Una fantascienza da manuale (di anticapitalismo) che soffre di uno svolgimento della trama un po’ troppo schiavo dell’idea, ma oggi, dopo le considerazioni di cui sopra, mi sento di perdonargli l’entusiasmo. E l’apparato di indottrinamento OBEY - CONFORM - CONSUME - MARRY AND REPRODUCE mi sembra più che mai necessario svelarlo. Non fosse che ormai ad avere la faccia strana e gli occhi a specchio probabilmente siamo tutti.
d
Polaroid is dead VIVA POLAROID
January 18th, 2009

Ne abbiamo già parlato. Si sa.
E tuttavia a molti pareva impossibile.
Fra questi un gruppo di entusiasti austriaci (già dietro il bel sito polanoid, e alla sua controparte commerciale unsaleable/polapremium) che infatti si sono comprati la fabbrica polaroid di Enscheden (Olanda), l’ultima a chiudere nel dicembre 2008, e contano di ricominciare a produrre le indispensabili pellicole per il 2010.
Il loro sito è qui: The Impossible Project.
Gli auguriamo fortuna e gli garantiamo supporto, e “impossible” in fondo non è il loro progetto, ma un mondo senza polaroid.
GOOD LUCK GUYS!
PS: Spread the word!
PPS: Spero soprattutto in tutti quelli che riuscivano a convincere le ragazze a fare foto zozze con la polaroid, e non ci riescono con la digitale. SAVE THE WORLD, PERVS!

