I Metallica invecchiano, ma molto meglio di me

A metà anni novanta avevo quindici anni, e spesso le cose si risolvevano scegliendo fra due alternative. Quando c'era da scegliere fra PCisti ed Amighisti, avevo scelto l'amiga. Fra disco e metallari sfigati di provincia ovviamente la seconda (non c'era storia, comunque).
Quindi, la scelta successiva era Metallica o Iron Maiden.
Prima che arrivassero per me i Nirvana a rovinare tutto e a farci capire che i musicisti dovevano essere tizi tormentati, un po' disadattati e che soffrivano per quanto poco o troppo limonavano (una possibile chiave di lettura di tutta la musica alternativa che graziella mi ha propinato fino a convertirmi negli ultimi 10 anni), prima di tutto questo dicevo, c'era la chitarra elettrica, le note al secondo, il capello lungo e la lametta al collo. Le varie overdose di Philip Anselmo, Beavis & Butthead ed il pogo. Mi ricordo che l'avevamo anche importato nella famosa gita di quarta liceo in qualche hotel di ottava categoria nelle montagne non ancora olimpiche di Pragelato.
Quindi oggi che per caso mi è capitato un biglietto in prima fila per la data di milano dei metallica ci sono andato di corsa. E l'effetto è stato quello di quasi tutte le cose che ti piacevano a quindici anni, come lo scooter ora semisepolto in garage, il quaderno con gli accordi e le tablature o la compagna di banco.
Detto questo, il concerto è stato pazzesco, non c'è limite a cosa possono fare fuochi d'artificio, casse gigantesche, laser e soldi a profusione! Ho ancora le orecchie semitappate! E chiaramente gente in delirio (me compreso!) per Enter Sandman, One e la immancabile Nothing Else Matters. Il problema è che invecchiando cominciano a importare anche altre cose.





















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