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Noi, le madamìn del centro di Torino

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L'abbiamo scampata bella, dovevamo andare a stare in una casa con agenzia e padrona di casa maniaco-compulsiva che aveva praticamente cominciato a lamentarsi di noi come inquilini prima ancora che pensassimo di firmare il contratto.

E invece, un'ultima occhiata scaramantica al sito di Secondamano ed eccoci qua in centro. Casa ristrutturata da signora attempata molto gentile (con la tendenza al super bottone telefonico), che purtroppo non ci è potuta venire a stare. Il che è quasi il meglio possibile (quasi, perché quello si verifica quando la casa è allestita per la figlia che non ci può venire, e la signora non tende alla media di mezz'ora a telefonata).

Quello che dovete sapere sul centro è che qui è tutto molto strano. O forse è solo strano per noi, che non abbiamo un Labrador. Tutti hanno un labrador. Al limite non dorato, ma nero, e sempre labrador. Qui sotto c'è un negozio di cibo per animali con eukanuba per nutrire le belve, e un giardinetto per le ovvie conseguenze.

Qui è un po' un problema comprare da mangiare. Il Dì per Dì express è un'attività di copertura della Banda Bassotti, e nel negozio Bio qui sotto, stasera chiedevano 11euro e 50 per una vaschetta di petto di pollo. Bio Faus!

In compenso è facilissimo comprare quadri, dato che ci sono 5 gallerie d'arte, una gipsoteca per quando vuoi comprare un piede di gesso per fermare la porta, tre negozi di vetri soffiati. Però, se vuoi appenderli i tuoi quadri da un milione di dollari, devi andare fuori, perchè una ferramenta non c'è.

In compenso non vola una mosca. Solo qualche labrador che avvisa educatamente che ha finito l'eukanuba o che vuole andare a benedire la statua di Cavour al parchetto. E i tamarri il sabato sera che vanno ai Muri, suonano il clacson e parcheggiano uno sull'altro.

Una cosa che manca è la raccolta differenziata dell'umido. Niente da fare, non c'è. I ricchi, evidentemente, non mangiano verdura.

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