Via San Martino 28 - 41
Si chiudevano in fretta finestre e gelosie, via palloni e biciclette. Il morto, dalla sua scatola di zinco, poteva prendersela che i vivi si godessero i loro supertele e le BMX. Purificami o siniore, era la vicina stridula che a passo lento si lasciava dietro, insieme alle altre, qualche g e tutte le doppie esse.
Da lì partimmo subito dopo la scuola, credendo di lasciarci dietro quel pezzo di Torinese che ha le zanzare senza il riso, i rifiuti nucleari a un passo dalla melia e le vigne buone solo per i bottiglioni scuri e la grappa. Non volevamo passare direttamente nella via del Santo Patrono dal familiare 28, al 41, dove si finiva prima o poi, stesi in grandi auto tedesche a passo d'uomo e con quella voce stridula della vicina a rimbombare nello zinco.
























madonna che poesia... :)
sul serio, rendi proprio bene l'atmosfera della "provincia cronica"!
e bravo mario, ci vediamo domani dagli amici partigiani...
è un rigurgito, per dirmi "io non odio la letteratura, solo la sua versione universitaria"!!
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