L'università rende cattivi
sottotitolo: Aiuto, mi sto "instronzendo"!
Già, è bastata una settimana di ritorno a Palazzo Nuovo, il palazzaccio brutto dell'università Torinese, a far salire in me un oscuro sentimento reazionario.
Chi ci è stato (a parte chi accampa strani affezionamenti al brutto anatroccolo) sa che è seriamente architettonicamente problematico: sottodimensionato, ascensori da uno, bagni nascosti al primo piano invivibili, urendo. Insomma, da queste parti non si riesce a non fare ovvi e impietosi confronti con altri lidi da cui si esce massacrati. Ora un posto così non aiuta. Il fatto è che per starci, entrarci uscirci devi, oltre alla poca gioia che incute, fare i conti con una variegata popolazione di, diciamocelo, rompipalle da manuale.
La lista da dribblare all'entrata,uscita,pausa pranzo annovera:
- distributori di reazionaria free press (ma basta un no grazie)
- donna nomade anziana promette buona fortuna + figli (necessari circa 5-8 no grazie)
- volantinatori di librerie, caffetterie,acciaierie (si prende il volantino per solidarieta)
- 3/5 super insistenti venditori di accendini (qui ci vogliono 25 "no" in media a venditore)
- 10 patologicamente insistenti tizi dei comitati leninisti "che ti posso chiedere il numero ti lascio il volantino pure a ttè che facciamo il corso di marxismo" (medito di passare alle mani: oggi me l'hanno chiesto 5 volte ciascuno)
In parte credo anche io di attrarre naturalmente, boh avrò la faccia piaciosa del grullo. O forse starò uscendo dal gruppo di età in cui siamo tutti amici, o mi starò inacidendo, irreazionariendo o quant'altro. Però credo che sarebbe utile alla qualità della vita universitaria poter andare al patibolo ehm a lezione di letteratura italiana senza dover ripetere "no" con incazzatura crescente circa 20 volte, prima di arrivare all'aula.
Poi, io lo capisco il punto di vista di chi nella vita dopotutto fa l'ingrato mestiere di vendere fazzoletti collanine e cose che non servono a nessuno. Però contesto anche l'idea che per il solo fatto di "vederti tutti i giorni" io sia costretto, moralmente obbligato a finanziarti. E tutti i giorni hai bisogno che ti dica di no venti volte, prima di lasciarmi andare per la mia strada.
Tralasciando quella volta che eri in trasferta alla fiera del libro e mi hai dato del razzista perchè volevi 5 euro e non te li ho dati.
E' la stessa cosa che mi prende alle richieste di una "tassa di parcheggio" dei tossici a porta nuova alla sera. Ma perchè? Perchè il fatto di andare a prendere qualcuno alla stazione deve sottostare alla (anche se minima) estorsione? Il parcheggio dopo le 11.30 non si paga, punto. E anche entrare all'università dovrebbe essere gratis. (gratis anche in termini di rottura di palle, intendo).
Come al solito una soluzione non la so dare( già , facile criticare). O meglio, per quanto mi riguarda il tutto dovrebbe risolversi da se per la fine di marzo, e la fine dei corsi. (Occhio che però tra poco farà caldo e riiniziano cani e bonghi).
(Se mi trasformo troppo nel quarantenne qualunquista picchiatemi, o ecco, avvisatemi, i commenti son li per quello). Buonanotte ora, domani slalom.























LOL!... effettivamente anche io mi sentivo così gli ultimi tempi.... e prova tra qualche anno l'esperienza di tornarci per qualche motivo non di studio, il fastidio sarà ancora maggiore! :-D
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