Il mondo (del lavoro) alla rovescia
Essere tornato al lavoro e aver trovato che il 50% dei miei colleghi (e amici) se ne va mi ha fatto un effetto strano.
Alcuni che, come me, lavoravano con contratti a termine semplicemente scadranno, come il latte, la prossima settimana. Altri dopo aver visto il loro contratto ridotto in corso d'opera, o rinnovato per tre mesi (vedi raccoglitori di pomodori stagionali), hanno deciso di fare altro, e a loro vanno i miei migliori auguri.
Altri, i piu fortunati, hanno trovato un contratto migliore (anche se dello stesso tipo), in posti equivalenti.
Io, che rimango perchè non sono ancora in scadenza (sono tre anni che sono in "pastorizzazione"), nessuno ha cambiato in peggio il mio contratto e non ne ho sottomano uno migliore ehm sono ligio alla causa del mio datore di lavoro, mi interrogo su questo strano modo di sopravvivere.
Sui lavori a progetto, le borse "di studio", le collaborazioni occasionali si è detto molto: piu spazio all'iniziativa giovanile, meno vincoli, piu possibilità per gli intraprendenti.
Poi però si scopre che i borsisti di studio non "studiano", i lavoratori a progetto non lavorano su quel progetto, i vincoli di orario sono in realtà vincolosi, i supposti intraprendenti se la prendono in quel posto spesso e poco volentieri.
Intendiamoci, non mi lamento del mio posto in particolare, non lo credo radicalmente diverso da altri, capisco che le aziende si conformano naturalmente sugli spazi che la legge gli lascia.
Siamo tutti "imprenditori di noi stessi". La differenza è che gli imprenditori normalmente sono quelli che possiedono i mezzi di produzione, che investono, che hanno obbiettivi di costruzione del benessere, non si sopravvivenza. Per quanto mi ricordo io, quelli che mirano a sopravvivere e vendono la propria forza lavoro si chiamavano in un altro modo, meno alla moda.
Per tutelarli sono state conquistate alcune cose chiamate mutua, ferie, tfr, tredicesima, contributi, contrattazione.
Tutte parolacce che non è stato necessario abolire, ma solo restringerne l'applicazione. I dipendenti, circondati da un'aureola di diritti divini, sono diventati i privilegiati.
L'imprenditore corre dei rischi, ha autonomia, offre servizi alle altre aziende... Ha una gamma ristretta di ammortizzatori, essendo un'attività in cui il rischio ha una sua funzione... Lo sfigo-neo-laureato non è esattamente nella stessa posizione, direi.
Detto questo, forse spirano i venti dell'avvenire, che sussurrano la parola "assunzione". Una cosa che una volta era l'inizio di un percorso, ora sembra la meta. Il mondo del lavoro alla rovescia.
For my english readers, this is a super-complaining rant about working conditions in Italy. You probably have already quite a bad opinion of our wonderful state, so this is really not needed... :)
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Che gran tristezza..
rideremo di tutto ciò appena saremo miliardari! :D
Caro Mario,
condivido il tuo messaggio, ma a parte la desolazione e la meschinità di questi tempi a noi resta l'incontro e la piacevolezza di esserci conosciuti.
Tanti auguri anche a te e ti aspetto a cheese!
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